Montovolo Retreat 9

 

La Tomba dei Tori e i suoi Simboli Religiosi:

La pietra Ovale e la Croce

di Graziano Baccolini

Questa mia nuova interpretazione sulle immagini di questa Tomba è stata possibile ed è in accordo con le mie precedenti ricerche su Montovolo che hanno dimostrato che tale sito era un probabile Ombelico del Mondo Etrusco e che la pietra Ovale e la Croce erano importanti simboli religiosi Etruschi.

(English Version)

 

Questa Tomba, databile al VI sec. A.C e scoperta nel 1892 a Tarquinia, è uno dei monumenti più noti di tutta l'Etruria. E' riportata in moltissimi testi e siti web riproducendo anche i famosi affreschi che sono ancora ben conservati e che hanno solleticato la curiosità di tutti soprattutto per alcune immagini erotiche.

Il suo fascino deriva anche dal mistero che la circonda. Molti hanno cercato di dare una interpretazione alle varie immagini riprodotte, ma penso che ancora non sia stato dato un serio significato simbolico a tutta la scena. La religione Etrusca, soprattutto in fase arcaica, era piena di simboli che bisogna riscoprire dato che le loro fonti letterarie, dove probabilmente erano spiegati, sono state volutamente distrutte nei primi secoli del cristianesimo (IV-V sec. D.C.).

Con grande fascino D.H. Lawrence in Etruscan Places ha descritto questa "Tomba dei Tori" intuendo anche che dietro alle immagini ci siano profondi significati simbolici finora sconosciuti.

Riporto parte della descrizione di Lawrence:

(..)Il nome di Tomba dei Tori viene da due tori raffigurati al di sopra della porta sulla parete di fondo, uno dei quali è un toro dal viso umano, al quale è fatto carico del `po' di "pornografico", mentre l'altro è disteso serenamente e guarda verso l'interno della stanza con occhio misterioso, dando le spalle tranquillamente ad un secondo pezzo di pittura che secondo la guida non è "pornografico" perchè è una donna.(...) In questa tomba tutto suggerisce l'antico Oriente: Cipro, o gli Ittiti, o la cultura minoica di Creta. Tra le due porte sulla parete di fondo vi è un incantevole dipinto raffigurante un cavaliere nudo con una lancia, su un cavallo senza sella, che si dirige verso una graziosa palmetta, e un pozzo o una fontana sulla quale riposano due animali scolpiti dalla faccia scura, due leoni dallo strano muso nero. Dalla bocca di quello vicino alla palmetta sgorga dell'acqua che cade in una specie di altare di forma concava, mentre da un lato avanza un guerriero con elmo di bronzo e schinieri che sembra minacciare il cavaliere con la spada che impugna con la sinistra, mentre sale sul gradino alla base della fontana. Sia il guerriero che il cavaliere portano gli stivali lunghi e appuntiti tipici dell'Oriente: e anche la palma non è molto italiana.

Quest'immagine possiede un curioso fascino, e ha un evidente valore simbolico.

. (..)La decorazione dell'orlo, invece dell'uovo e del dardo, raffigura in mezzo ai dardi il cosiddetto segno di Venere: una sfera sormontata da una piccola croce. "E' quello, un simbolo, chiedo al Tedesco (sua guida). "Non qui! ", risponde bruscamente. "E' una semplice decorazione !"

Il che probabilmente è anche vero. Ma che un artista etrusco non avesse per esso, in quanto simbolo, una sensibilità diversa da quella di un moderno decoratore, questo non riesco a crederlo. Per il momento mi arrendo. (..)

Nell'angolo ottuso del tetto gli animali araldici hanno un aspetto strano.

Il piatto pezzo centrale, il cosiddetto altare, ha quattro teste di ariete agli angoli.

E successivamente dice: (...)La strana potenza e bellezza di queste cose Etrusche scaturiscono, a mio parere, dalla profondità del significato simbolico di cui allora l'artista era più o meno cosciente.

(D.H. Lawrence, Etruscan Places, Penguin Books, pag 99- 102,1950.)

 

Spesso in altri testi ci si sofferma soprattutto sulle scene erotiche etero- ed omo-sessuali e sui presunti simboli femminili e maschili delle sfere con croce in basso o con dardo in alto, che vengono anche considerati un semplice motivo ornamentale. Inoltre alcuni autori attribuiscono all'atteggiamento aggressivo del toro di destra una disapprovazione della omosessualità mentre alla posizione tranquilla del toro di sinistra una approvazione della eterosessualità.

La scena tra le due porte viene attribuita ad una scena mitologica greca : l'assalto ed uccisione di Troilo, che giunge a cavallo alla fontana, da parte di Achille. Nel pannello inferiore sono rappresentate chiaramente alberi di olivo ai diversi stadi di crescita simbolizzando forse la vita anche dopo la morte o il continuo rinnovarsi della vita.

Ora cercherò di dare anch'io una interpretazione, un pò diversa da quelle riportate sopra, forse svelando il significato di alcuni simboli riprodotti e che, penso, diano un senso più realistico a tutta la scena senza dover ricorrere a ragionamenti da psicoanalisi, ricordandoci che nel VI sec. A.C. tutti quelli che entravano in questa tomba dovevano capire immediatamente il significato di queste scene.

Penso, prima di tutto, che i simboli della sfera sormontati con una croce non siano certamente motivi ornamentali né tanto meno simboli della fertilità né il cosiddetto segno di Venere, ma rappresentino il simbolo dell'Omphalos, la pietra Ovale o quasi sferica con incisa sulla punta, a volte, una croce, come ho trovato nel Museo di Marzabotto. Questi omphalos venivano messi anche sulle tombe come loro simbolo religioso di rinascita indicando l'uovo primordiale. La croce indicava l'aldilà o la Divinità. Anche la croce nelle porte, trovate spesso nelle necropoli Etrusche, stava probabilmente ad indicare la porta per l'aldilà. Questo omphalos con la croce veniva anche sotterrata nel rito di fondazione dei nuovi insediamenti, come è stato trovato anche a Marzabotto all'incrocio delle due strade principali della città etrusca del V sec. A.C. In questo modo si spiegherebbero le due file di raffigurazioni delle sfere con croce: la fila con la croce rivolta in alto segna la linea di demarcazione del mondo terreste mentre la fila con la croce rivolta verso il basso segna la linea di demarcazione del mondo degli inferi. Sappiamo che vicino ai templi vi era un pozzo che metteva in comunicazione questi due mondi. Questo pozzo verrà chiamato dai romani mundus. Nella rappresentazione murale della tomba dei tori esiste anche una netta demarcazione tra il mondo terreste e quello celeste, usando praticamente lo stesso numero di linee colorate. Però qui non abbiamo più le piccole sfere sormontate con la croce. Se fossero semplici motivi ornamentali dovrebbero esserci. Non dovrebbero esserci se rappresentassero, come credo, le pietre omphalos. Ora la visione di insieme della Tomba dei Tori è molto chiara. Abbiamo una rappresentazione dei tre mondi. In quello celeste spicca il piedistallo che sorregge il cielo con le teste di ariete che probabilmente stanno a indicare l'era dell'Ariete in cui vivevano gli Etruschi. Si deve notare che tali teste di ariete si trovano in molti basamenti che sorreggano pietre Ovali come a Marzabotto, Sasso Marconi, ecc. Attorno animali fantastici alati che simboleggiano il mutare del cosmo o sono simboli di una antica religione che già stava sfumando e che l'artista usava ora liberamente senza conoscere più il significato originario. In seguito questi simboli si modificheranno ulteriormente e l'artista li userà anche soltanto come motivo ornamentale.

La parte mediana dell'affresco rappresenta il mondo terreno e l'Etrusco, immune dalla nostra falsa moralità cristiana, vedeva anche nei rapporti sessuali la migliore rappresentazione di una vita terrena come può essere la figura dei due "Tori" o meglio del toro e della sua tranquilla probabile femmina.

La scena della parte inferiore rappresenta il mondo degli inferi dove l'anima giunge su un cavallo senza sella, contornata da altri simboli, come l'albero della vita pieno di foglie che è legato da una sciarpa all'albero della morte.

La figura centrale può anche rappresentare la scena dell'agguato di Achille a Troilo, ripresa dalla mitologia Greca, ma ciò accentua ancora maggiormente che siamo nel mondo degli inferi. Concludendo penso che ora sia comprensibile tutta la scenografia di questa tomba e che tale mia interpretazione può avvicinarsi a quella di un etrusco del VI sec. AC che riconosceva ancora facilmente i simboli della pietra ovale e della croce come attestano le numerose pietre ovali trovate nei vari Musei Etruschi, finora misconosciute, tra cui alcune "fortunatamente" con ancora la croce scolpita sulla punta.

 

 

Intero affresco della parete centrale della prima camera della Tomba dei Tori (Tarquinia, necropoli di Monterozzi)

 

La scena del presunto agguato di Achille a Troilo

 

Particolare delle due file di sfere con la croce ( Omphalos !?) che dividono il mondo dei Vivi da quello dei Morti

Le immagini della Tomba dei Tori ed altre sono riportate nel sito http://www.mysteriousetruscans.com/tarbulls.html

 

Prof. Graziano Baccolini

Dipartimento di Chimica Organica, Università di Bologna

E-mail: baccolin@ms.fci.unibo.i

http://www.fci.unibo.it/~baccolin/.html

 

 

Recentemente (2 marzo 05) il Prof. Antonino Saggio dell' Universita La Sapienza (Roma) ha pubblicato un articolo intitolato "Il Motivo di Sant'Ivo-." in cui ricollega il simbolo della sfera con croce greca del Borromini al simbolismo, qui riportato, delle sfere con croce della tomba dei Tori

( leggere l'articolo : http://architettura.supereva.it/coffeebreak/20050302/index.htm)

 

Su invito del Prof . Antonino Saggio, il 6 Giugno 2005, il Prof. Graziano Baccolini terrà una conferenza a Roma, Università La Sapienza, nell'ambito di un Ciclo di Conferenze su "The Tool. Rapporti di non neutralità tra conoscenza, creazione artistica e strumento di lavoro"

La Conferenza del Prof. Baccolini tratterà il rapporto che esiste tra un chimico ed alcuni fondamentali strumenti di ricerca. Inoltre, al termine della conferenza, esporrà brevemente il percorso che lo ha portato, da chimico, alla ricerca della simbologia etrusca , con particolare riguardo a quella della Tomba dei Tori .

Tutte le conferenze sono a Roma , Via Flaminia 70, Aula 3 il lunedì. Cominciano alle ore 16 e terminano alle 18.

Vedere il sito Coltivatori della Mente:

http://www.citicord.uniroma1.it/saggio/Colti/vatori.html

 

 

 

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