Montovolo Retreats

 

Montovolo: Montagna Sacra della Misteriosa Dodecapoli Etrusca Settentrionale

di Graziano Baccolini 

(Parti di questa ricerca sono riportate anche in due miei articoli sul mensile Hera ,16, Aprile 2001, pg 61 e Hera , 41, Maggio 2003 ,76.

(Sommario delle mie ricerche sulle antiche origini etrusche di Montovolo e le sue analogie con il sito di Delfi )

English version

 

Montovolo: forse un antichissimo Centro Oracolare Etrusco( Montovolo retreat 1)

 I "centri oracolari" (1a) più noti si trovano attorno al Mediterraneo ed erano i luoghi dedicati anticamente alla pratica religiosa.

Ogni centro aveva una pietra, generalmente a forma ovale o semisferico, definita anche pietra-ombelico (omphalos) e per questo motivo i vari centri si definivano "ombelico del mondo" a volte in contrapposizione tra loro. Sopra tali pietre-ombelico o nelle vicinanze spesso venivano incisi due volatili, posti di fronte uno all'altro, che erano spesso colombe. Ad ogni centro oracolare era anche associato un "codice arboreo" : Dodona aveva la quercia, Delfi aveva l’alloro, ecc. La pianta serviva come "codice" per individuare il centro oracolare e forse serviva anche a definire la latitudine del sito.

Montovolo è un monte situato nell'Appennino tosco-emiliano, con un antico Santuario, le cui antichissime origini sono ancora in parte sconosciute anche se supposte da molti. La lunetta del portale del Santuario porta la scritta A.D. MCCXI ROIP e questa dovrebbe essere la datazione presunta di tale lunetta. Ma la cosa per noi più interessante e’ la presenza di due colombe incise poste una di fronte all’altra con al centro cinque fori per formare una "croce", che forse non è una croce Cristiana , ed in basso ai due lati sono incise due piante che sembrano i "gigli" (o meglio Iris) o altri fiori spontanei come le giunchiglie. Visto le premesse fatte sui centri oracolari del Mediterraneo ora e’ facile presumere che Montovolo possa essere stato in origine un antichissimo "centro oracolare " probabilmente etrusco dato che alle pendici del Montovolo sono stati trovati numerosi reperti Etruschi. I cinque fori a forma di croce inscritti in un cerchio potrebbe essere il "simbolo dell' ombelico del mondo"come ritovato in altre pietre "ombelico" . Se questa mia ipotesi fosse confermata da altri dati o da eventuali scavi penso che Montovolo possa contribuire a spiegare certi sviluppi di antiche civiltà come per esempio quella Etrusca che ha notoriamente lasciato nella zona numerosi reperti .

Lunetta del portale con le due colombe e i due "gigli"

1.      Parte delle notizie qui riportate sui centri oracolari e ombelichi del mondo sono rintracciabili in: a) Robert Temple Sirius Mystery edizione italiana Il Mistero di Sirio PIEMME.; b) Graham Hanchok Heaven' s Mirror, edizione italiana Lo specchio del Cielo Corbaccio

 

 

Testimonianze di un Centro Oracolare Etrusco nelle Leggende e nelle Tradizioni Popolari di Montovolo ( Montovolo retreat 2 )

 

Ora, abbiamo voluto analizzare alcune antiche leggende, che si narrano su Montovolo e alcune tradizioni popolari locali che possono aggiungere altri elementi per definire con più certezza che Montovolo era un antichissimo "centro oracolare" probabilmente Etrusco. Come si sà spesso i miti, le leggende e le tradizioni nascondono fatti veramente accaduti anche se a volte sono difficili da interpretare sia per i simbolismi usati ma soprattutto perché oscurati dai veli dei secoli o millenni trascorsi.

Riguardo Montovolo è riportata una leggenda che narra di un serpente, nascosto sotto una grossa pietra a custodia di un tesoro, che aspetta un bacio da una giovane per riprendere le sembianze umane. La figura del serpente si riscontra spesso nei miti di altri notissimi centri oracolari come quelli di Delfi e di Delo. Come riportato da Graves, a Delfi esiste anche una antichissima ballata che narra di " un eroe incarnato in un serpente". Come si vede una storia simile a quella di Montovolo. Anche nel presunto centro oracolare di Montovolo esiste, nella leggenda, un serpente associato ad una grossa pietra. La grossa pietra potrebbe essere proprio la pietra ovale con sopra scolpito il serpente. Per ora è rimasta solo la leggenda ma forse la pietra ovale è sepolta sotto la chiesa o nelle vicinanze. La pietra ovale ci riconduce probabilmente all’origine del nome MonteOvolo che alcuni storici spiegano con la" forma tondeggiante del massiccio" ma se ciò fosse molti altri monti avrebbero tale nome ed inoltre tale monte non è proprio "tondeggiante". Invece credo che il Montovolo (a volte viene riportato il nome Monte Ovuli) può derivare dalla presenza sul monte di una grossa pietra ovale forse con serpente rimasta abbandonata per qualche secolo ed il nome originario più antico di Monte Palense fu trasformato in monte Ovolo probabilmente dalle genti del luogo forse per aver visto questa strana pietra ovale di cui non si sapeva il significato. Nel libro R.Temple, fonte notevole di notizie e bibliografie, sono pure riportate2 alcune rappresentazioni di pietre-omphalos etrusche e romane con un serpente attorcigliato inserite in piccoli templi dal tetto piramidale (vedi R. Temple Il mistero di Sirio ed PIEMME pag.191e seg) Inoltre abbiamo notato come un tempietto etrusco, raffigurato nel libro, riporti sul timpano il motivo dei cinque fori a forma di croce che abbiamo anche nella lunetta di Montovolo (vedi Montovolo Retreat 1) che fino ad ora era stata considerata una croce cristiana.

A Montovolo, fino a qualche anno fa, i fedeli per tradizione, presumo antichissima, riempivano di sassi il tempietto (Vedi foto sopra) formando spesso un grosso ammasso di sassi che vagamente da lontano poteva assomigliare ad una grossa pietra. Questa potrebbe essere solo una peregrina usanza ma potrebbe anche indicare un vago ricordo della antica presenza di una Sacra Pietra Ovale in un antico e venerato tempio su questa Montagna da sempre definita Sacra.

 E’ noto che i Lucumoni Etruschi delle dodecapoli si riunivano in sacri siti una volta all’anno, sia per compiere sacrifici religiosi sia per prendere decisioni politiche dopo aver opportunamente interrogato gli Dei tramite gli aurispici od oracoli. Montovolo poteva essere uno di questi sacri luoghi e ciò potrebbe spiegare l’antica tradizione di riunire in processione una volta all’anno, il 3 maggio, le dodici parrocchie o comuni limitrofi ( Burzanella, Camugnano, Castelnuovo, Grizzana, Monteacuto Ragazza, Montecavalloro, Riola, Prada, Tavernola, Vigo, Vimignano, Verzuno ) mentre nell’Anno Santo ad esse si aggiungevano l’8 settembre altre dodici parrocchie (Affrico, Calvenzano, Carpineta, Casola , Pieve di Casio , Guzzano, Labante, Salvaro, Pian di Casale, Pian di Setta, Veggio, Sambuca Pistoiese). Si deve ricordare che il numero dodici per gli etruschi, e per tutti i popoli antichi, aveva anche un valore simbolico e sacro ricollegabile alle dodici costellazioni. 

Se tutte le cose finora dette non sono strane coincidenze o congetture si può concludere che Montovolo è stato con molta probalità un importante "centro oracolare" già in epoca Etrusca e forse Montagna Sacra o centro geodetico di riferimento per l’antica Etruria comprendente nel massimo sviluppo oltre all’odierna Toscana anche parte della pianura padana (vedi cartina sotto riportata). 

 

L'Etruria (Etruria del Nord, del Centro e del Sud) nel massimo della sua espansione,VI sec. A.C., con la localizzazione di Montovolo.

  

La Madonna Nera di Montovolo ed il suo Presunto Antico Tempio di Iside (Montovolo retreat 3 )

Ora analizziamo un'altra leggenda, riportata anche su alcuni libri, che narra che in tempi remotissimi a Montovolo c’era un tempio di Isideb,c,d,e. Questa storia può essere nata perchè a Montovolo esiste una Madonna Nera o perchè un tempo è esistita una statua di Iside di cui la Madonna Nera è una riproduzione. E’ difficile determinare l’esatta correlazione, tuttavia una relazione deve esistere tra la leggenda del tempio di Iside e la presenza sul luogo di una Madonna Nera. Infatti molti storici modernia riconoscono che la statua della dea Egiziana Iside con in braccio il figlio Horus, che è un reperto storico trovato in molti luoghi, è stata la prima Madonna con il Bambino. Probabilmente molte di queste statue di Iside, rappresentata con la pelle nera, furono rinominate Maria quando l’Europa fu Cristianizzata forzatamente per cui probabilmente molte delle Madonne Nere hanno questa origine.

Probabilmente l' immagine di Iside fu portata dai soldati Romani e dipinta di Nero per indicare la sua origine Africana anche se nell'antico Egitto Iside era dipinta convenzionalmente di giallo per indicare una divinità femminile. Il suo culto si rafforzò nel tempo come religione di salvezza e consolazione indirizzata a tutti i ceti con particolare riguardo per i più poveri. A Roma il culto si esaurì, più o meno forzatamente, con l’avvento del Cristianesimo ed in Egitto l'ultimo tempio di Iside fu chiuso nel 550 DC e trasformato in Chiesa Cristiana.

La presente statua* della Madonna Nera di Montovolo è stata fatta da un anonimo scultore del XVI secolo riproducendo una precedente Madonna che era ancora presente e forse deteriorata. La definizione di Santuario per questa piccola chiesa può sembrare spropositato ma invece sarebbe appropriato se in origine fosse stato un importante Tempio punto di riferimento per molte genti. La più importante festa religiosa di Montovolo ha luogo dopo la prima settimana di settembre ed in passato questa festa durava due settimane. Lattanzio (IV secolo DC) riporta che nell'antico Egitto lo stesso periodo di Settembre era dedicato a feste in onore di Iside. Da ultimo si deve notare che resti di antichi santuari di Iside sono tuttora presenti in alcuni antichi centri oracolari come Delo, Dion ecc ed è riportato da Plutarcog che anche a Delfi esisteva un tempio dedicato ad Iside (Iseidon) nel primo secolo DC. Da ciò deriva che il presunto Santuario di Iside sulla cima di Montovolo, avvalorato dalla presenza di una Madonna Nera, è anche in accordo con un precedente antico Centro Oracolare presente nello stesso sito che ha finora molte analogie con quello di Delfi.

La sorgente di Castalia a Delfi e la sorgente di Cantalia a Montovolo : è un’altra strana coincidenza o è un’altra antichissima correlazione tra i due luoghi. (Montovolo retreat 4)
 
A nord-ovest di Atene, si erge il monte Sacro chiamato Parnasso e tra le sue pendici alberate e rocciose vi sono le rovine dell’antica e bellissima città di Delfi, meglio conosciuta come supremo Centro Oracolare del mondo Mediterraneo antico. Lo sviluppo del centro oracolare con il suo Santuario di Apollo incominciò nel VIII secolo A.C. Nei secoli successivi superò per importanza gli altri Centri Oracolari dell’antica Grecia, come Dodona e Delo, e diventò il Centro ( o ombelico) del Mondo per i Greci e successivamente anche per le altre genti del Mediterraneo. Come segno evidente fu posta a Delfi una pietra ovale detta "Omphalos". (Una copia antica di tale pietra ovale si trova nel Museo di Delfi)1.

 

Riproduzione recente della pietra ovale di Delfi posta nel punto dove si presume vi fosse quella vera. (Foto Giulia Guizzardi)

Ad Est del Santuario di Apollo, in una gola rocciosa si trovava e, si trova tuttora, la Sorgente di Castalia .I pellegrini che andavano al Santuario o dall’Oracolo dovevano prima purificarsi bagnandosi nell’acqua di questa Sorgente.
. Parte dell’acqua della sorgente di Castalia veniva convogliata in una condotta (9m x 1m) scavata nella roccia che aveva sette fori per sette fontane. L’acqua di queste fontane confluiva in una vasca sottostante (9m X 3m) raggiungibile attraverso gradini scavati nella roccia. 


Ora ho trovato un’altra relazione, o coincidenza, che lega Montovolo a Delfi. Esiste a Montovolo un bosco ed un picco roccioso denominato Cantalia (Vedi foto sopra) e tale nome è riportato in diversi libri pubblicati 2 in passato. Mi sono chiesto subito se esiste anche una sorgente in quel luogo. Si, esisteva un tempo una bellissima sorgente nel bosco di Cantalia e sotto il picco di Cantalia. Tutta l’acqua confluiva in una enorme vasca che allora veniva chiamata la "Botte" della Cerreta perché l’acqua di questa Botte, raccolta durante la notte, di giorno faceva andare le pale del Mulino della Cerreta che si trovava a circa 100 –200 metri più a valle. Ora non c’è più, sul luogo dove c’erano queste fontane con la sua vasca è stato costruito un Deposito per l’acquedotto in cemento armato seppellendo o peggio distruggendo ogni traccia. A questo punto mi rimaneva solo la speranza di trovare una foto di questa Sorgente. Dopo quasi un anno di ricerca un amico del luogo mi ha trovato una foto della Sorgente fatta nel 1945. Fortunatamente la foto riprende tutte le fontane nelle loro nicchie, e anche gran parte della vasca di raccolta dell’acqua. Inoltre avendo nella foto una persona, si riesce a valutare con buona approssimazione l’ampiezza del frontale delle fontane. L’ampiezza è di circa 9-10m e le fontane sono 7 (Come quelle di Castalia a Delfi!!!) . 

Sorgente di Cantalia o "Botte" con il Mugnaio della Cerreta. (Foto del 1945 gentilmente concessa da Lina Penelli)
 
 La Pietra Ovale di Montovolo come simbolo sacro nelle Necropoli Etrusche di Marzabotto ( Montovolo retreat 5)

A circa 15 km da Montovolo lungo la strada che conduce a Bologna esistono i resti dell’antica città etrusca di Misa (nel comune di Marzabotto ). La sua scoperta è avvenuta nella seconda metà del 1800 e fino da allora i resti di questa antica città etrusca destarono meraviglia in tutto il mondo (gli scavi e le ricerche continuano tuttora con il contributo anche dell’Università di Bologna ). La scoperta della città di Misa nella sua totale ampiezza, dava, in parte, concretezza alla leggendaria esistenza di una lega delle dodici città a nord dell’Appennino. Se esisteva una dodecapoli doveva esserci anche la sua Montagna Sacra dove i Lucumoni o Princeps si riunivano per prendere le decisioni più importanti. Ho visitato quindi la città di Misa (che non avevo mai visto prima nonostante sia del luogo!) per cercare prove che mi confermassero che questa Montagna Sacra era, ovviamente per me1, Montovolo !! Le prove sono subito comparse ! La prima stranezza che compare davanti ai visitatori delle Necropoli è vedere che sopra diverse tombe vi è una grossa pietra Ovale. Le tombe che non l’hanno sopra l’hanno nelle vicinanze o sono state tolte!! Alcune le più belle sono nel Museo Aria ! Ovali in marmo con incise motivi molto significativi sono stati ritrovati in tombe monumentali sempre a Marzabotto. Questo fatto ci fa intravedere che probabilmente ogni tomba aveva sopra una pietra Ovale . Oggi nei nostri cimiteri ogni tomba ha sopra il suo simbolo religioso, che per noi è la Croce . Allora il simbolo religioso di quella dodecapoli o solo città era probabilmente la pietra Ovale.

 Se è cosi la Montagna Sacra è Montovolo che anche nel nome conserva tuttora il significato di Monte dalla pietra Ovale. Ma questa pietra Ovale, come abbiamo descritto in precedenza1, era l’Omphalos o simbolo del Centro Oracolare Etrusco che si trovava a Montovolo.

Spero con queste poche righe di avere chiarito anche questa stranezza delle pietre ovali di Marzabotto che ogni bambino delle scuole elementari della provincia di Bologna conosce benissimo definendole pietre ovali o uova di pietra. Devo ricordare che finora è riportato che queste steli Ovali sono  "un ciottolo di fiume che ne costituiva il segnacolo2 o ciottolo fluviale o cippo a sfera o a bulbo 3 e per altri un simbolo fallico 4 !


Visione della Necropoli orientale di Marzabotto con ben visibili le Pietre Ovali rimaste.

 

Trovata la prova inoppugnabile che Montovolo è stato un importante Ombelico del Mondo Etrusco!

Una ulteriore conferma1 che Montovolo è stata la Montagna Sacra o "Ombelico" per la zona dell’Etruria in cui era situata Marzabotto, è venuta vedendo su una pregevolissima grossa pietra in marmo a forma ovale, quasi sferica, esposta al Museo Aria di Marzabotto, alcuni chiari glifi che ricollegano questa pietra ovale a Montovolo.

Sulla cima conica di questa pietra vi è una croce inscritta in un cerchio. Attorno a questo simbolo dell’"Ombelico" vi sono stilizzate le figure di due gigli con altre due figure che sembrano due pietre sferiche un po' appuntite. La croce inscritta in un cerchio e i due gigli li ritroviamo nel lunotto di Montovolo (vedi immagine sopra il titolo) e quindi possono significare che la pietra voleva indicare il loro Sacro "Ombelico" con codice arboreo il giglio.

 Per quanto riguarda le due figure sferiche appuntite mi sembra riproducano due pietre simili a quella dove questi glifi si trovano. Si deve ricordare che finora questi simboli noti da oltre un secolo, non erano mai stati prima spiegati dai diversi ricercatori che hanno finora studiato la Marzabotto Etrusca.

 

Un mio disegno che riproduce i glifi incisi sulla punta di una pietra ovale appuntita che si trova nel Museo Aria di Marzabotto e datata V sec AC. Si nota al centro, esattamente sulla punta, la croce inscritta in un cerchio, simbolo degli antichi ombelichi con ai lati due gigli stilizzati codice di Montovolo.

Ora ci si può chiedere come mai queste pietre ovali non si sono trovate, così numerose, in altri siti diversi da Marzabotto e perchè tale ipotesi della pietra Omphalos collegata al vicino monte di Montovolo, che per me è ormai una certezza, non è mai stata presa in considerazione dagli "addetti " a questi studi?

Si può spiegare la seconda domanda ricordandoci che io sono arrivato a questa conclusione facendo un percorso, esposto in parte in questo sito negli studi precedenti, molto ampio partendo dalla constatazione che Montovolo poteva essere un Centro Oracolare e quindi ogni centro oracolare che si rispetti doveva avere certi glifi come le due colombe, la pietra ovale (omphalos), il serpente, una pianta come codice e a volte una croce inscritta in un cerchio. Trovate in Montovolo queste caratteristiche, il resto è venuto come conseguenza: occorreva solo cercare altri collegamenti che rendessero sempre più valida tale ipotesi e dei quali solo alcuni ho finora riportato.

Ovviamente quando un "addetto" ai lavori vede delle pietre ovali in una necropoli Etrusca e non trova un motivo perché debbano essere ovali, li definisce semplicemente cippi, segnacoli o ancora più semplicemente ciottoli .

Ma se questa è stata la definizione di tali pietre ovali forse è spiegabile perché ora non si trovano su altre tombe le stesse pietre in modo così numeroso. Probabilmente in altri siti, tutte le altre pietre ovali più comuni sono andate perdute forse perchè considerate semplici ciottoli. Saranno probabilmente in qualche giardino a formare aiuole, o usate per costruire qualche muro di campagna, e solo le più belle e singolari custodite in qualche museo o scantinato di museo. Infatti solo alcuni grosse pietre Ovali, simili a quelle del museo di Marzabotto, sono visibili nei musei di Bologna, Pisa, Settimello(Firenze), Populonia, Volterra e Orvieto.

Alcuni conoscenti appassionati a tali ricerche mi avevano raccontato che avevano visto tali pietre ovali sopra le tombe in altre necropoli dell'Etruria, ma molti anni fa.. Ma ora in nessuna foto riprodotta sui testi recenti di altre necropoli c’era traccia di tali pietre ovali sopra alle tombe. Forse erano sparite ! Ho cercato in vecchie foto e finalmente ho trovato di nuovo le pietre ovali sopra ogni tomba !! Ho trovato due vecchie foto, dell’inizio del novecento, della necropoli di Orvieto (in località Crocefisso del Tufo) Una è visibile in un archivio internet dell'Università Tedesca di Erlagen (Antikensammlung ERlangen Internet Archive) l’altra, molto del Crocefisso riportate simile, è riportata nel libro2 di E. Pais ,1925. Come si può vedere dalla foto qui riportata, probabilmente dell’inizio del novecento, ogni tomba, questa volta a camera, aveva sopra la sua pietra ovale. La loro necropoli sembra un nostro vecchio cimitero di campagna. dove ogni tomba di famiglia ha sopra la sua croce. Come oggi abbiamo su tutte le nostre tombe una croce, sia che siano piccole tombe che tombe monumentali. Ricordiamoci che noi occidentali abbiamo preso tutto dagli Etruschi anche i loro usi e riti funebri anche se si cerca di non riconoscerlo.

Ora abbiamo scoperto che come noi cristiani mettiamo una Croce sulle nostre tombe allora gli Etruschi mettevano una pietra Ovale ed a volte avevano anche una croce inscritta in un cerchio .

 

 

La Cripta di Montovolo, è , probabilmente, un tempio Etrusco praticamente intatto !?.

( Montovolo retreat 7)

Penso che i resti di un "antica Chiesa Cristiana" trovati sotto l’abside del Santuario di Montovolo, chiamati Cripta, che faticosamente sono stati riportati alla luce nel 1925, siano in realtà i resti, praticamente intatti, dell’antico Tempio pagano di origine etrusca. Devo precisare che finora gli storici riportano, in diversi testi, che tale Cripta è del X-XI sec DC quindi un tempio cristiano. Questa loro attribuzione è solo dovuta ai fregi a dir loro, "bizantineggianti" trovati nella Cripta e interpretati come simboli cristiani. Invece guardando tali bassorilievi, nei capitelli ben conservati, ho notato che sono rappresentazioni tipicamente etrusche e probabilmente risalenti al periodo del VII-V sec A.C. Inoltre alcuni fregi si ricollegano in modo chiaro al lunotto del Santuario che, come ho spiegato, riporta i simboli di questo Centro Etrusco: due colombi e gigli ai lati della croce inscritta in un cerchio simbolo degli Ombelichi. Tale croce ed i gigli sono stati recentemente da me individuati in una pietra ovale della vicina Necropoli Etrusca di Marzabotto e datata VI sec A.C. indicando in modo chiaro un collegamento con il sito sacro di Montovolo.

Tutti i bassorilievi della Cripta riportano il motivo del giglio e alcuni anche la figura delle due colombe indicando che probabilmente questo è il tempio sacro a cui faceva riferimento la pietra tombale ovale di Marzabotto. Come si vede dalle foto, qui riportate, troviamo in un capitello due colombe che beccano da un recipiente sostenuto da un giglio capovolto; in un altro capitello le due colombe le ritroviamo di nuovo assieme, ma ora un giglio esce dal loro becco. Il motivo dei gigli li ritroviamo anche da solo in altri capitelli come quello riportato nella foto.

In uno ritroviamo il motivo floreale dei gigli con a fianco due leoni rampanti con la testa rivolta totalmente all’indietro in modo innaturale. Simili leoni con testa così rivoltata sono riscontrabili per esempio in una bellissima stele Etrusca a Settimello di Firenze che sostengono una imponente pietra Ovale3. Anche il grifo riportato in un altro capitello si ritrova spesso in numerose vestigia etrusche ed è rimasto tuttora emblema di diverse città con origini Etrusche.

Anche la parte architettonica della Cripta è in linea con le caratteristiche del tempio etrusco che era costituito da due parti. Una anteriore era formata da un atrio porticato, aperto su tutti i lati e sostenuto da colonne. La parte posteriore, in muratura, era formata da tre celle separate che ospitavano tre divinità. In genere al centro risiedeva la divinità più importante. Il tetto era a doppio spiovente, molto ampio e basso.

La Cripta conserva intatta le tre celle e potrebbe essere la parte posteriore in muratura del Tempio Etrusco. Essa è lunga 8,10 m, profonda 2,10 m e alta 2,15 m, ed è formata da tre vani semicircolari separati con muri divisori in conci di arenaria finemente squadrati, con archi e volte impostate su capitelli che mostrano nelle facce i rilievi sopra riportati. La volta dell’abside centrale, più alta delle due laterali, è stata decapitata per poter costruire sopra il pavimento della Chiesa. Il fatto che le due celle laterali siano state più basse della centrale fa prevedere che il tetto di copertura sia stato relativamente basso e a doppio spiovente appunto come un tempio Etrusco. Quando hanno costruito sopra il primo tempio cristiano penso abbiano recuperato alcuni fregi che si ritrovano visibili all’interno della Chiesa come la crociera sovrastante il presbiterio che presenta il fiore a sei petali inscritto in un cerchio ottenuto con la sovrapposizione di diversi cerchi mettendo in evidenza la sezione aurea. Tale fiore definito anche "Fiore della Vita" si ritrova in tutte le antiche civiltà e riscontrabili anche in moltissimi reperti etruschi come nel famoso scudo del guerriero di Vetulonia e visibile pure su diverse steli etrusche nel museo Civico di Bologna. E’ rimasta totalmente intatta la cella di destra che può essere ammirata nella sua completezza e nelle perfette proporzioni. Anche le basi rimaste delle piccole colonne, scomparse, disposte a semicerchio nella cella centrale, sono arrotondate come molte altre reperti architettonici etruschi trovati.

La mia deduzione potrebbe essere ora facilmente confutata o avvalorata dagli esperti poiché la costruzione, praticamente intatta, può contenere all’interno o tra i manufatti, ancora non manomessi, tracce di sostanze organiche che possono essere datate con il C14 e vedere se è del IV sec D.C (o anche prima) o del X sec D.C come finora riportato.

Se la mia ipotesi risultasse veritiera questo potrebbe essere un rarissimo e forse unico esempio di tempio Etrusco pervenutoci quasi intatto .

 

L' entrata alla Cripta come è ora .

 

 

 

Capitello con grifo

 

 Montovolo: un importante Centro Geodetico dell'Etruria?

 Montovolo retreat 8

 

Da alcuni anni si è notato1 che i principali centri dell’antica Grecia si trovavano spesso a distanze, in linea d’aria, uguali da un centro sacro principale (centro Oracolare) che per questo veniva definito anche Ombelico, e marcato con una pietra ovale chiamata Omphalos. Tra questi i più noti centri Oracolari o Ombelichi erano Delfi, Delo e Dodona. Si è notato che, per esempio, la distanza tra Delfi ed Atene era uguale a quella tra Delfi e Olimpia e uguale anche a quella tra Delfi ed Argo formando sulla carta delle triangolazioni con due lati uguali. Visto che in precedenza ho riportato2 che Montovolo è stato probabilmente un Ombelico per la Civiltà Etrusca avendo trovato molte analogie con Delfi, ho ora voluto appurare se anche Montovolo aveva attorno a se, a distanze uguali, i più importanti centri dell’Etruria Arcaica (Etruria Padana ed Etruria Settentrionale). Ho trovato le seguenti triangolazioni con due lati uguali che potete anche voi verificare sulla cartina3 e probabilmente trovarne altre usando una mappa dell'Etruria più completa.

La distanza Montovolo- Atria o Adria è uguale a quella tra Montovolo -Cortona e a quella tra Montovolo-Populonia

La distanza tra Montovolo –Spina è uguale a Montovolo-Volterra

La distanza tra Montovolo-Felsina è uguale a Montovolo-Faesule e a Montovolo- Modena.

Questi dati potrebbero essere solo semplici coincidenze ma potrebbero anche essere in accordo con quanto detto finora sul centro Oracolare di Montovolo e sui presunti metodi di comunicazione segreta di quei tempi.

Bibliografia

1) Le notizie riguardo le triangolazioni attorno a Delfi e altri centri sacri sono riscontrabili in questo sito

http://www.ancientgr.com/Unknown_Hellenic_History/Eng/Geodetic_system.htm

e nel libro di Erick von Danickem L'impronta di Zeus pag 148-166, 2001,ed. PIEMME

2) G.Baccolini Hera,16,61,2001 e sui siti web sotto riportati4.

3) La cartina dell’Etruria qui riportata è ripresa, in parte, dal testo Popoli e Civiltà dell’Italia Antica di Guido Mansuelli del 1974, dove ho aggiunto la localizzazione di Montovolo che ovviamente solo ora , dopo i miei studi, può essere preso in considerazione come sito Etrusco.

 

Etruria Padana e Settentrionale con i principali siti Etruschi

La Tomba dei Tori e i suoi Simboli Religiosi:

La pietra Ovale e la Croce

di Graziano Baccolini

(English Version)

 

Questa Tomba, databile al VI sec. A.C e scoperta nel 1892, è uno dei monumenti più noti di tutta l'Etruria. E' riportata in moltissimi testi e siti web riproducendo anche i famosi affreschi che sono ancora ben conservati e che hanno solleticato la curiosità di tutti soprattutto per alcune immagini erotiche.

Il suo fascino deriva anche dal mistero che la circonda. Molti hanno cercato di dare una interpretazione alle varie immagini riprodotte, ma penso che ancora non sia stato dato un serio significato simbolico a tutta la scena. La religione Etrusca, soprattutto in fase arcaica, era piena di simboli che bisogna riscoprire dato che le loro fonti letterarie, dove probabilmente erano spiegati, sono state volutamente distrutte nei primi secoli del cristianesimo (IV-V sec. D.C.).

Con grande fascino D.H. Lawrence in Etruscan Places ha descritto questa "Tomba dei Tori" intuendo anche che dietro alle immagini ci siano profondi significati simbolici finora sconosciuti.

Riporto parte della descrizione di Lawrence:

(..)Il nome di Tomba dei Tori viene da due tori raffigurati al di sopra della porta sulla parete di fondo, uno dei quali è un toro dal viso umano, al quale è fatto carico del `po' di "pornografico", mentre l'altro è disteso serenamente e guarda verso l'interno della stanza con occhio misterioso, dando le spalle tranquillamente ad un secondo pezzo di pittura che secondo la guida non è "pornografico" perchè è una donna.(...) In questa tomba tutto suggerisce l'antico Oriente: Cipro, o gli Ittiti, o la cultura minoica di Creta. Tra le due porte sulla parete di fondo vi è un incantevole dipinto raffigurante un cavaliere nudo con una lancia, su un cavallo senza sella, che si dirige verso una graziosa palmetta, e un pozzo o una fontana sulla quale riposano due animali scolpiti dalla faccia scura, due leoni dallo strano muso nero. Dalla bocca di quello vicino alla palmetta sgorga dell'acqua che cade in una specie di altare di forma concava, mentre da un lato avanza un guerriero con elmo di bronzo e schinieri che sembra minacciare il cavaliere con la spada che impugna con la sinistra, mentre sale sul gradino alla base della fontana. Sia il guerriero che il cavaliere portano gli stivali lunghi e appuntiti tipici dell'Oriente: e anche la palma non è molto italiana.

Quest'immagine possiede un curioso fascino, e ha un evidente valore simbolico.

. (..)La decorazione dell'orlo, invece dell'uovo e del dardo, raffigura in mezzo ai dardi il cosiddetto segno di Venere: una sfera sormontata da una piccola croce. "E' quello, un simbolo, chiedo al Tedesco (sua guida). "Non qui! ", risponde bruscamente. "E' una semplice decorazione !"

Il che probabilmente è anche vero. Ma che un artista etrusco non avesse per esso, in quanto simbolo, una sensibilità diversa da quella di un moderno decoratore, questo non riesco a crederlo. Per il momento mi arrendo. (..)

Nell'angolo ottuso del tetto gli animali araldici hanno un aspetto strano.

Il piatto pezzo centrale, il cosiddetto altare, ha quattro teste di ariete agli angoli.

E successivamente dice: (...)La strana potenza e bellezza di queste cose Etrusche scaturiscono, a mio parere, dalla profondità del significato simbolico di cui allora l'artista era più o meno cosciente.

(D.H. Lawrence, Etruscan Places, Penguin Books, pag 99- 102,1950.)

 

Spesso in altri testi ci si sofferma soprattutto sulle scene erotiche etero- ed omo-sessuali e sui presunti simboli femminili e maschili delle sfere con croce in basso o con dardo in alto, che vengono anche considerati un semplice motivo ornamentale. Inoltre alcuni autori attribuiscono all'atteggiamento aggressivo del toro di destra una disapprovazione della omosessualità mentre alla posizione tranquilla del toro di sinistra una approvazione della eterosessualità.

La scena tra le due porte viene attribuita ad una scena mitologica greca : l'assalto ed uccisione di Troilo, che giunge a cavallo alla fontana, da parte di Achille. Nel pannello inferiore sono rappresentate chiaramente alberi di olivo ai diversi stadi di crescita simbolizzando forse la vita anche dopo la morte o il continuo rinnovarsi della vita.

Ora cercherò di dare anch'io una interpretazione, un pò diversa da quelle riportate sopra, forse svelando il significato di alcuni simboli riprodotti e che, penso, diano un senso più realistico a tutta la scena senza dover ricorrere a ragionamenti da psicoanalisi, ricordandoci che nel VI sec. A.C. tutti quelli che entravano in questa tomba dovevano capire immediatamente il significato di queste scene.

Penso, prima di tutto, che i simboli della sfera sormontati con una croce non siano certamente motivi ornamentali né tanto meno simboli della fertilità né il cosiddetto segno di Venere, ma rappresentino il simbolo dell'Omphalos, la pietra Ovale o quasi sferica con incisa sulla punta, a volte, una croce, come ho trovato nel Museo di Marzabotto. Questi omphalos venivano messi anche sulle tombe come loro simbolo religioso di rinascita indicando l'uovo primordiale. La croce indicava l'aldilà o la Divinità. Anche la croce nelle porte, trovate spesso nelle necropoli Etrusche, stava probabilmente ad indicare la porta per l'aldilà. Questo omphalos con la croce veniva anche sotterrata nel rito di fondazione dei nuovi insediamenti, come è stato trovato anche a Marzabotto all'incrocio delle due strade principali della città etrusca del V sec. A.C. In questo modo si spiegherebbero le due file di raffigurazioni delle sfere con croce: la fila con la croce rivolta in alto segna la linea di demarcazione del mondo terreste mentre la fila con la croce rivolta verso il basso segna la linea di demarcazione del mondo degli inferi. Sappiamo che vicino ai templi vi era un pozzo che metteva in comunicazione questi due mondi. Questo pozzo verrà chiamato dai romani mundus. Nella rappresentazione murale della tomba dei tori esiste anche una netta demarcazione tra il mondo terreste e quello celeste, usando praticamente lo stesso numero di linee colorate. Però qui non abbiamo più le piccole sfere sormontate con la croce. Se fossero semplici motivi ornamentali dovrebbero esserci. Non dovrebbero esserci se rappresentassero, come credo, le pietre omphalos. Ora la visione di insieme della Tomba dei Tori è molto chiara. Abbiamo una rappresentazione dei tre mondi. In quello celeste spicca il piedistallo che sorregge il cielo con le teste di ariete che probabilmente stanno a indicare l'era dell'Ariete in cui vivevano gli Etruschi. Si deve notare che tali teste di ariete si trovano in molti basamenti che sorreggano pietre Ovali come a Marzabotto, Sasso Marconi, ecc. Attorno animali fantastici alati che simboleggiano il mutare del cosmo o sono simboli di una antica religione che già stava sfumando e che l'artista usava ora liberamente senza conoscere più il significato originario. In seguito questi simboli si modificheranno ulteriormente e l'artista li userà anche soltanto come motivo ornamentale.

La parte mediana dell'affresco rappresenta il mondo terreno e l'Etrusco, immune dalla nostra falsa moralità cristiana, vedeva anche nei rapporti sessuali la migliore rappresentazione di una vita terrena come può essere la figura dei due "Tori" o meglio del toro e della sua tranquilla probabile femmina.

La scena della parte inferiore rappresenta il mondo degli inferi dove l'anima giunge su un cavallo senza sella, contornata da altri simboli, come l'albero della vita pieno di foglie che è legato da una sciarpa all'albero della morte.

La figura centrale può anche rappresentare la scena dell'agguato di Achille a Troilo, ripresa dalla mitologia Greca, ma ciò accentua ancora maggiormente che siamo nel mondo degli inferi. Concludendo penso che ora sia comprensibile tutta la scenografia di questa tomba e che tale mia interpretazione può avvicinarsi a quella di un etrusco del VI sec. AC che riconosceva ancora facilmente i simboli della pietra ovale e della croce come attestano le numerose pietre ovali trovate nei vari Musei Etruschi, finora misconosciute, tra cui alcune "fortunatamente" con ancora la croce scolpita sulla punta.

 

 

 

La scena del presunto agguato di Achille a Troilo

 Il significato simbolico dell’Uovo e della pietra Ovale nella religione Etrusca

(English version)

Le mie prime ricerche1 sul sito di Montovolo, iniziate osservando sul lunotto del Santuario, in cima di questo monte, le figure di due colombi, del giglio e della croce inscritta nel cerchio, mi fecero intuire che tale luogo avrebbe potuto essere stato una montagna sacra o centro oracolare Etrusco sorto a somiglianza di quello di Delfi. Alcuni dati ritrovati successivamente, come la fontana di Cantalia a Montovolo, simile alla fontana di Castalia a Delfi, con la stessa tipologia oltre al nome quasi uguale, mostrano che tale ipotesi potrebbe essere vera e che quindi anche il nome di Montovolo poteva significare Monte dell’Uovo o della pietra Ovale. Tale pietra a forma di uovo era, per le culture arcaiche, un noto simbolo religioso che ritroviamo anche a Delfi ed in quasi tutti i centri oracolari attorno al Mediterraneo. Ma la prova che toglie ogni dubbio sul collegamento tra Montovolo e la città etrusca di Marzabotto è il simbolo del giglio, trovato inciso su una di queste pietre ovali. Dopo questo strano percorso mentale, fatto in modo spesso intuitivo sono arrivato a capire che una pietra ovale doveva un tempo trovarsi su quasi tutte le tombe Etrusche ma che ora la maggior parte sono andate perdute perché da sempre considerate da tutti gli studiosi semplici cippi o ciottoli. Bisognava cercare le loro tracce. Le ho ritrovate in primis in vecchie foto, poi cercando in Musei ne ho ritrovate molte, le più comuni ammassate senza catalogazione in angoli di giardino e, vagando in zone etrusche, le ho trovate persino in giardini privati come ornamento su muretti od attorno ad aiuole!! E’ stato sorprendente, e anche… sconfortante pensando a quante di queste pietre ovali con incise simboli siano state perse e molte volutamente distrutte !!

Ho rivisitato le bellissime tombe di Tarquinia con i loro famosi affreschi. Ho trovato subito l'immagine dell' Uovo ! Come per incanto ho potuto vedere un nuovo mondo Etrusco finora sconosciuto o mai preso in considerazione. Il fascino misterioso del loro simbolismo in realtà non è altro che una visione della vita come religione di tutto l’universo. E’ la visione di tutto il cosmo come un unico essere vivente fatto di tante creature e l’uomo Etrusco sapeva di essere parte fondamentale di questo universo vivente che è anche immortale perchè si rigenera. Dopo la morte c’è la resurrezione ad una nuova vita ! L’immagine dell’uovo che ritroviamo in numerosi affreschi di queste tombe e a cui tutti i personaggi rivolgono un saluto, era un augurio di rinascita e forse anche una certezza per i nostri avi Etruschi ! Questa ricorrente immagine dell’uovo augurale che finora molti etruscologi3 hanno sottovalutato o addirittura non identificato è la parte più importante di questi affreschi e dà un significato profondo a tutte le scene di questi banchetti ! Questa loro certezza di rinascita dava gioia anche al banchetto finale per andare incontro alla luce, alla rinascita a nuova vita. Durante gli scavi di miglia di tombe sono state trovate quasi ovunque resti di uova reali o di terracotta che sono state distrutte, anche recentemente, perchè considerate dagli "studiosi" resti di pranzi funebri o loro copie senza nessun valore simbolico. Le diverse uova di struzzo decorate finemente ritrovate in varie necropoli come a Vulci , ora alcune al British Musium, sono considerate da molti solo dei ricchi ornamenti esotici senza alcun significato religioso o simbolico! Rimango esterrefatto nel pensare che eminenti studiosi abbiano preso una così pacchiana cantonata! E’ stupefacente che studiosi di storia, accademici3 che conoscevano benissimo queste immagini ricorrenti delle uova negli affreschi delle Tombe, che sapevano delle uova di struzzo e di altri animali ritrovate in quasi tutte le tombe, non abbiano collegato tutto ciò al simbolo arcaico dell’Uovo simbolo di rinascita e ricollegabile alla Dea Madre!

La verità è che la figura dell’Uovo, che troviamo nelle pietre ovali sulla tombe Etrusche o negli affreschi o nelle suppellettili tombali, era un simbolo importante della religione Etrusca come anche in molte arcaiche civiltà mesopotamiche e ciò ricollega gli Etruschi in modo chiaro a queste civiltà 4 .

Di queste tombe di Tarquinia ho rivisitato per prima la famosa Tomba dei Tori che ho riportato in una precedente pagina Web dove ho fatto notare che la cosiddetta decorazione del bordo raffigura le pietre ovali con croce che venivano messe sulle tombe come a Marzabotto e quelle sfere sottostanti non sono altro che le pietre ovali con croce che venivano poste sotto terra durante il rito di fondazione di un insediamento: tali pietre sono state rinvenute pure a Marzabotto! (vedi foto sotto). Svelato questo simbolismo, finora sconosciuto, tutta la scena della Tomba dei Tori prende un diverso significato. Cioè abbiamo una rappresentazione dei tre mondi. In quello celeste spicca il piedistallo che sorregge il cielo con le teste di ariete che probabilmente stanno a indicare l'era dell'Ariete in cui vivevano gli Etruschi. Si deve notare che tali teste di ariete si trovano in molti basamenti che sorreggano pietre Ovali come a Marzabotto, Sasso Marconi, ecc. Attorno animali fantastici alati che simboleggiano il mutare del cosmo o sono simboli di una antica religione che già stava sfumando e che l'artista usava ora liberamente senza conoscere più il significato originario. In seguito, dopo qualche secolo, questi simboli, come anche l'uovo che diventerà fallo, pigna ecc, si modificheranno ulteriormente e l'artista li userà anche soltanto come motivo ornamentale.

(Leggere la mia pagina Web sulla Tomba dei Tori)

Ora voglio riportare alcune immagini delle altre tombe di Tarquinia, della necropoli di Monterozzi, inserendo anche descrizioni di D.H. Lawrence che, con intuito di artista, aveva intravisto nei cippi ovali, che lui considera simboli fallici, e nelle uova due diversi significati simbolici che ora, motivandolo, ho riunito in un unico significato : la rinascita e rigenerazione a nuova vita !

Tomba dei Tori, Tomba dei Leopardi, Tomba delle Leonesse, Tomba degli Scudi, Tomba della Pulcella 

Bibliografia

1) Graziano Baccolini , Hera,16,61, 2001; Hera 41,76, 2003 . Questa ricerca è riportata in esteso anche su internet: http://members.xoom.virgilio.it/Farf/montovoloombelico.htm

2 ) Riguardo al mito dell'uovo primordiale vedi: Luciano De Cresenzo, I Grandi Miti Greci, Oscar Mondadori, 2003 pag. 247-8

3) Massimo Pallottino Etruscologia Hoepli, 2003. Devo far notare che nel testo recentissimo del M. Pallottino, Etruscologia, nel capitolo Religione Etrusca, come in tutti i libri che ho letto finora di altri famosi etruscologi italiani, non viene neppure presa in esame questa possibilità simbolica dell’uovo e non compare mai neppure la parola uovo! Tale possibilità del simbolo dell’uovo nella religione Etrusca viene riscontrata solo in alcuni Etruscologi di Università straniere e solo recentemente! Questa cosa è molta strana e incredibile soprattutto ora che so, come tutti gli storici professionisti sapranno meglio di me, o dovrebbero sapere, che il simbolismo dell’uovo come simbolo di rinascita si riscontra in tutte le antiche civiltà del globo ! E’ molto strano che solo per la nostra più antica civiltà "occidentale" , a cui dobbiamo gran parte della nostra cultura, venga negato questo simbolismo che ritroviamo in molti affreschi delle loro tombe e sulle loro tombe! Forse anche in questo oscuramento dell'arcaico simbolo dell'uovo negli Etruschi come per la loro presunta origine autoctona ostentata da questi nostrani "accademici" , seguaci del Pallottino, c'è di fondo una motivazione ideologica 5 o di potere di cattedre che viene perpetrato da decenni e si vuole negare l'evidenza anche dopo il monumentale lavoro del filologo Giovanni Semerano che ha dimostrato anche per la lingua Etrusca una lontanissima origine accadica .

4a) Riguardo all'origine accadica -mesopotamica della lingua Etrusca, leggere : Giovanni Semerano, L’infinito: un equivoco millenario, ed. Mondadori, 2000. Leggere anche Il Mistero Etrusco di Giovanni Semerano,  http://www.cittavivaostuni.it/filologia/misteroetrusco.htm

4b) Leggere anche la mia opinione sulla origine della Civiltà Etrusca:

http://members.xoom.virgilio.it/Farf/reflections.htm

5) Leggere l'articolo di Sergio Frau : Etruschi , così il fascismo ne cancellò le origini (Repubblica , maggio 2001) e riportato integralmente su questo sito:

http://www.parcodiveio.it/_ita/__rassegna_stampa/articoli_008.htm

 

 

Pietra Ovale con Croce inscritta nel cerchio e "giglio".(Marzabotto, Museo Aria)

 

 

Pietra di Fondazione con Croce inscritta nel cerchio (Marzabotto , Museo Aria)

 

Da Montovolo al Campidoglio : Il Significato del Disegno Ovale di Michelangelo

 

Ho voluto riproporre anche ora, giugno 2005, in questo sito web una pagina che ho scritto nel gennaio 2003 in un altro mio sito (http://members.xoom.virgilio.it/Farf/campidoglio.htm.) Questo per due motivi. Il primo perchè questa pagina ha avuto un enorme successo anche internazionale, e per questo merita, credo, di essere inserito in un sito universitario. Il successo si è concretizzato anche in un documentario, girato nel 2004 con un regista e produttore del Colorado , (http://www.vintageadventure.com/flash/documentary/default.asp ) che parte dal sito di Montovolo , come centro oracolare etrusco, ed in un percorso nello spazio e nel tempo, tocca diversi siti di notevole importanza storica come Delfi, antico Egitto, Sumeria, Orvieto , Volterra ecc ed approda nella piazza del Campidoglio esponendo la mia interpretazione del disegno ovale di Michelangelo e che deriva dal percorso nei siti precedenti.

La seconda motivazione è la mia recente conferenza tenuta il 6 giugno '05 presso la prima Facoltà di Architettura dell'Università la Sapienza di Roma (http://www.arc1.uniroma1.it/notizia_m.asp?id=702&tipo=in), su invito del Prof. Antonino Saggio, dove ho riportato questo percorso, finora inesplorato, che parte da Montovolo ed approda al Campidoglio di Michelangelo.

Puoi ascoltare la conferenza qui: http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/colti/vatori.html 

 

"Ho deciso di scrivere qualcosa sulla piazza del Campidoglio quando mi sono accorto che persino in trasmissioni televisive dedicate a Michelangelo, non viene riportato il significato profondo e simbolico del disegno del pavimento (vedi foto) che viene invece definito un semplice motivo ornamentale o geometrico e come tale, penso, è stato riprodotto in modo incompleto sulle monete da 50 centesimi di Euro .

Il significato a me sembra chiarissimo e pensavo fosse palese a tutti.

Michelangelo, permeato di cultura classica, nel suo intento di ricollegarsi alle sue origini Etrusche e Romane, ha voluto ripristinare in questo luogo, con il suo intrigante disegno ovale, il centro del mondo, l'Ombelico, e quindi non è certo un semplice motivo ornamentale.

Questo luogo era il punto più sacro per gli antichi romani e probabilmente lo era stato anche per gli Etruschi quando regnarono su Roma. Era il punto di arrivo del percorso trionfale che percorreva i Fori imperiali. Doveva ridiventare Umbelicus Caput Mundi .

L’antico Ombelico, i cui resti sono stati trovati poco più sotto, in cima al Foro, e che si "ricollegava idealmente all’Ombelico greco di Delfi"1 al cui centro c’era la pietra Ovale definita Omphalos (vedi foto), ora doveva spostarsi in questa piazza. Michelangelo, non potendo mettere al centro della piazza una Pietra Ovale, come quella di Delfi, aveva disegnato un motivo che si ricollegasse in modo criptato a tale Pietra Ombelico.

Figure di tali pietre Ovali con le losanghe si ritrovano anche su monete Romane e in affreschi a Pompei2. Abbiamo in alcune di esse le stesse losanghe disegnate da Michelangelo per indicare i meridiani e i paralleli, come nella pietra Ovale o Ombelico conservata al Museo di Delfi. Inoltre il pavimento della piazza di Michelangelo è convesso con al centro la stella a dodici punte indicante le costellazioni. La struttura del disegno losangato rende apparentemente maggiore questa convessità dando la sensazione di essere sopra una enorme sfera . Questa sensazione era ciò che voleva Michelangelo. Probabilmente i papi, o chi per loro, lo hanno capito e per questo non lo hanno mai messo in opera. Anzi, hanno messo al centro della piazza una scultura equestre di un imperatore che credevano fosse Costantino (e per questo si era salvata!); Michelangelo non avrebbe voluto nessuna statua sopra il piedistallo! Avrebbe diminuito il suo significato ed effetto di Ombelico del Mondo. Solo nel 1940 è stato realizzato il suo progetto ! Ma finora questo intrigante significato è misconosciuto dai più. Ora guarderete più attentamente le monete da 50 centesimi di Euro notando la fondamentale incompletezza e penserete al suo profondo significato criptato in questo disegno!"

 

La piazza del Campidoglio con il meraviglioso pavimento progettato da Michelangelo

 

 

Il Tabularium in cima al Foro ed i resti dell' Umbelicus Caput Mundi

 

Moneta da 50 centesimi di Euro dove manca l'ovale

 

 

Bibliografia

1)L’idea che il disegno di Michelangelo può essere ricollegata alla pietra-ombelico è stata suggerita anche da Charles de Tolnay, famoso storico dell' arte di Michelangelo, e ripresa dal famoso storico contemporaneo James Sloss Ackerman in Architecture of Michelangelo la cui prima edizione è stata pubblicata nel 1961 ed ora tradotto in quasi tutte le lingue. Nonostante Ackerman sia considerato uno dei maggiori storici dell’arte e dell’architettura, la sua interpretazione del disegno ovale della piazza del Campidoglio non viene mai riportata. Personalmente la mia interpretazione è nata dopo aver constatato, con i miei studi3 sul sito di Montovolo , che la pietra Ovale è stato un importante simbolo religioso anche per gli Etruschi come per tutte le antiche civiltà orientali e simbolo fondamentale per indicare gli "Ombelichi del Mondo" anche nella cultura Etrusca. I romani ovviamente lo hanno ripreso, come attestano anche numerose monete e affreschi, fino a quando il cristianesimo ha cercato di distruggere o occultare tutti i simboli delle antiche religioni . Questo è il motivo probabile del perché i papi non hanno permesso a Michelangelo di mettere in atto il suo disegno che indica chiaramente la pietra-ombelico .

2)W.H. Rocher , Neue Omphalosstudien, Lipsia, 1915

3) G. Baccolini , Hera ,16,61, 2001, ibidem , 76, 2003.

 

Gennaio 2003

Prof. Graziano Baccolini,

Università di Bologna, Dipartimento di Chimica Organica

E-mail: baccolin@ms.fci.unibo.it

 

 

 Per leggere in modo esteso e in ordine cronologico la mia ricerca su Montovolo vedere le seguenti pagine Web:

 Montovolo retreat 1 1999 (Montovolo: perhaps an Ancient Oracular Centre) (Italian version,)

Montovolo retreat 2 1999(Remains of an Etruscan Oracular Centre In the Montovolo’s Legends and

Traditions ) (Italian version)

Montovolo retreat 3 2000 (Montovolo’s Black Madonna and its Presumed Ancient Temple of Isis)(Italian version)

Montovolo retreat 4 2000(Delphi's "Castalian"Spring and Montovolo's "Cantalian" Spring:

Another Strange Coincidence or Another Ancient Correlation ?) (Italian Version)

Montovolo retreat 5 2001(The Two Etruscan Necropolis of Marzabotto and their Sacred Ties with Montovolo) (Italian Version)

Montovolo retreat 6 2002 (Found an Unequivocal Data Confirming Montovolo was the Sacred Mountain of the Northern Etruscan Dodecapolis (Italian Version)

 Montovolo retreat 7 2002 (The Crypt of Montovolo is Actually an Intact Etruscan Temple! (Italian version)

Montovolo retreat 8 , 2003 Montovolo: an Etruscan Geodetic Point? ( italian version )

Montovolo retreat 9 2003 The Tomb of the Bulls and its Religious Symbols: The Oval Stone and the Cross (Italian Version)

Montovolo retreat 10 (2004) The Symbolic Meaning of the Egg and of the Oval Stone in the Etruscan Religion (Italian version)

Montovolo retreat 12 (2005) From Montovolo to the Campidoglio: the Symbolic Meaning of Michelangelo's Oval Design.( Italian version )

 

 

Prof. Graziano Baccolini

E-mail: baccolin@ms.fci.unibo.it

 Copyright © 2003-2006. All rights reserved.

  Estate 2004, è in corso di produzione un documentario riguardante Montovolo come centro oracolare Etrusco ed i suoi collegamenti con altri importanti e già famosi siti etruschi come Volterra, Orvieto e tanti altri . Questo documentario è prodotto da Vintage Adventure, LLC, una compagnia di produzione americana specializzata in documentari storici e di avventura.

(visitare il sito http://www.vintageadventure.com/flash/documentary/default.asp

e l'articolo Stones and Secrets: Pursuing the Lost Origins of Ancient Etruria scritto dal regista del documentario Michael John Olafson (http://www.vintageadventure.com/flash/history/default.asp)

Ora , Giugno 2005, questo documentario è distribuito da Canamedia LTD, e sarà presto

programmato in Canada e altri paesi anglosassoni

Conferenze del 2005

Su invito del Prof . Antonino Saggio, il 6 Giugno 2005, il Prof. Graziano Baccolini ha tenuto una conferenza a Roma, Università La Sapienza, Prima Facoltà di Architettura, nell'ambito di un Ciclo di Conferenze tenute da vari esperti in varie discipline riguardanti il ruolo degli strumenti di lavoro. (Vedere il sito Coltivatori della Mente :http://www.citicord.uniroma1.it/saggio/Colti/vatori.html dove si può ritrovare registrata le due ore della conferenza titolata " Simboli dalla Materia all'Arte") In due ore di esposizione il prof. Graziano Baccolini ha presentato gli strumenti ed i simboli fondamentali della chimica per giungere, nella seconda ora della conferenza, ad alcuni simboli etruschi, finora sconosciuti, che lo hanno portato, con il processo logico della conoscenza, a comprendere il significato del disegno della piazza del Campidoglio di Michelangelo . Lo stesso percorso che è stato sviluppato nel Documentario ora programmato in Canada.

 

 

Visitare il migliore sito riguardo la civiltà Etrusca: http://www.mysteriousetruscans.com/
Index of Montovolo Retreats