Montovolo retreat 7


La Cripta di Montovolo potrebbe essere un tempio Etrusco praticamente intatto.

 

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Prima di leggere questo articolo che riporta la scoperta di un tempio etrusco, notizia a dir poco quasi incredibile ai più, occorre leggere almeno il sommario delle mie precedenti ricerche su Montovolo riportate su questo sito. Dopo tale lettura vi accorgerete che diventa facile affermare che la Cripta, con i sui particolari fregi, potrebbe essere un tempio di origine etrusca distrutto nel 363D.C. Buona lettura! Potete comunque non esserne convinti e farmi delle domande!

E’ riportato dal Calindri1, storico del 1700, riprendendo antichi documenti, che l’imperatore Gioviano nel 363 D.C donò Monte Palense (ora chiamato Montovolo) alla Mensa Vescovile di Bologna. Di tale imperatore Socrate lo Scolastico disse "Iussu a Ioviano delubra gentilium claudi et sacra cessare (Per ordine di Gioviano i templi pagani furono chiusi e le funzioni sacre cessate).

Quindi implicitamente si conferma che a Montovolo doveva esserci un importante tempio pagano. Ricordiamo che Gioviano regnò dopo la morte di Giuliano, imperatore per soli due anni, che aveva ridato libertà di culto ai "pagani. Giuliano fu ucciso in battaglia da un suo soldato, forse fanatico cristiano, e gli successe Gioviano che era un suo anziano comandante, beone, incolto ma cristiano. Dopo solo otto mesi da imperatore, ancora in zona di guerra in Asia Minore, pure Gioviano morì, senza mai ritornare a Costantinopoli ne tantomeno in Italia. Per cui, molto probabilmente il documento della donazione di Montovolo e l’ordine di distruggere i templi fu redatto da qualche potente Vescovo dato che ormai, da Costantino in poi, la gerarchia cristiana aveva occupato tutti i posti di potere favorendo inoltre la disgregazione dell’impero d’occidente soprattutto ora che era morto Giuliano. Questo illuminato e saggio imperatore, che fu denominato Apostata in modo dispregiativo dalla gerarchia della Chiesa, tolse i privilegi che i cristiani avevano avuto dai precedenti imperatori come Costantino e Costanzo. Privilegi come l’esenzione di pagare le tasse sulle loro immense proprietà spesso confiscate nei decenni precedenti ai cosiddetti "pagani" ed ebrei. Giuliano ripristinò la tolleranza tra le varie religioni affermando inoltre la netta superiorità della cultura "pagana". Per questo motivo per oltre dieci secoli il suo nome sparì dalla storia e ciò fu ovviamente voluto dal nuovo imperio religioso. Le sue opere letterarie sono ricomparse solo perché trovate nel 1400 in alcune traduzione arabe, cioè salvatasi perché non controllate dal potere religioso cristiano. E ciò conferma quanto detto sopra, se ci potevano essere ancora qualche dubbio. Da questo anno fatidico, 363 DC, morte di Giuliano, si riprese con ferocia la distruzione dei templi cosiddetti "pagani", spesso incendiandoli e sopra i resti di questi templi si costruirono Chiese. Si iniziò ad imporre le "nuove" credenze con violenze e distruzioni eliminando anche le documentazioni delle nostre colte origini, iniziando una opera di falsità e di calunnia per le antiche religioni. Da quel momento anche le conoscenze scientifiche degli antichi, come per esempio quelle astronomiche, furono considerate eresie e per oltre mille anni si rimase nell’ignoranza fino a quando nel Rinascimento, in regioni dove il potere della nuova gerarchia religiosa era diminuito, si ritornò, in parte, a riconoscere la saggezza antica. Ma intanto l’umanità aveva perso oltre duemila anni di progresso che ci faranno arrivare, forse impreparati, all’appuntamento con gli eventi cosmici che ineluttabilmente non potremo evitare.

Questa sistematica distruzione delle fonti hanno, probabilmente, pure nascosto bene l’enorme importanza che il sito di Montovolo aveva prima del 363 D.C. Infatti finora tra quelli che mi hanno preceduto2, nei secoli precedenti, nello studio di questo luogo, pur avendo intuito il ruolo importante che aveva avuto, nessuno era riuscito ad arrivare a origini del luogo così remote che riportano al VI sec AC in epoca Etrusca. Mi sembra di aver dimostrato, in precedenza, in modo inequivocabile, che questo luogo è stato un centro importantissimo di culto per gli Etruschi, la loro Montagna Sacra fin dal VI sec AC, un loro Centro Oracolare e forse un loro Ombelico come il centro di Delfi per i Greci. Successivamente fu luogo di culto della divinità Pale che diventerà in epoca romana , dal I sec DC, la Dea Iside.

La Madonna Nera, presente tuttora a Montovolo, ne confermerebbe la derivazione dalla Dea Iside, anche se recentemente un "accorto" restauro l’ha fatta diventare quasi bianca forse per nascondere alle generazioni future la vera origine. Probabilmente dal I secolo D.C. fino al 363 il tempio di Iside a Montovolo è stato il Santuario più importante per le popolazioni a ridosso dell'Appennino, in maggioranza etrusca. Ricordiamoci che ancora allora esistevano gli aruspici etruschi. Solo in questo modo si può spiegare le leggende che descrivano un grande olocausto di vittime cristiane e pagane su quel monte così impervio e fuori dalle più frequentate strade dell’epoca. Tali leggende di cruente battaglie tra cristiani e pagani sono confermate da continui ritrovamenti di ossa umane sul monte e sulle pendici anche in tempi recentissimi e riportati anche in passato da storici illustri. Ricordiamoci che nello stesso periodo, probabilmente nello stesso anno, fu distrutto il Tempio di Iside a Bologna dove ora si trova la chiesa di S. Stefano .Ciò è dimostrato dalle iscrizioni marmoree ritrovate sul luogo.

Se tutto ciò è avvenuto, penso che i resti di un "antica Chiesa Cristiana" trovati sotto l’abside del Santuario di Montovolo, chiamati "Cripta", che faticosamente sono stati riportati alla luce nel 1925, siano in realtà i resti, praticamente intatti, dell’antico Tempio pagano di origine etrusca. Devo precisare che finora gli storici riportano, in diversi testi, che tale "Cripta" è del X-XI sec. DC quindi una "cripta" cristiana. Questa loro attribuzione è solo dovuta ai fregi "bizantineggianti" trovati e interpretati come simboli cristiani. Invece guardando tali bassorilievi, nei capitelli ben conservati, ho notato che sono rappresentazioni tipicamente etrusche e potrebbero risalire persino al periodo del VII-V sec A.C. Ma soprattutto questi i fregi si ricollegano in modo chiaro al lunotto del Santuario che, come ho spiegato, riporta i simboli di questo Centro Etrusco: due colombi e "gigli" ( oppure iris o altro fiore così stilizzato) ai lati della croce inscritta in un cerchio, simbolo degli Ombelichi e importante e universale simbolo religioso pre-cristiano. Tale croce ed i "gigli" sono stati recentemente da me individuati anche in una pietra ovale della vicina Necropoli Etrusca di Marzabotto e datata VI sec A.C. indicando in modo chiaro un collegamento con il sito sacro di Montovolo che doveva quindi già avere questi simboli.

Infatti tutti i bassorilievi della Cripta riportano il motivo del "giglio" e alcuni anche la figura delle due colombe indicando che probabilmente questo è il tempio sacro a cui faceva riferimento la pietra tombale ovale di Marzabotto od un suo rifacimento in periodo successivo con gli stessi simboli. Come si vede dalle foto riportate, troviamo in un capitello due colombe che beccano da un recipiente sostenuto da un "giglio" capovolto; in un altro capitello le due colombe le ritroviamo di nuovo assieme, ma ora un giglio esce dal loro becco. Il motivo dei "gigli" li ritroviamo anche da solo in altri capitelli come quello riportato nella foto. Per questo potremo chiamarlo il "Tempio o Santuario del "Giglio" !

In un capitello ritroviamo di nuovo il motivo floreale dei "gigli" con a fianco due leoni rampanti con la testa rivolta totalmente all’indietro in modo innaturale. Simili leoni con testa così rivoltata sono riscontrabili per esempio in un bellissimo "cippo" Etrusco di Settimello ( Visibile ora a Villa Corsini- Firenze)(Vedi foto sotto) dove simili leoni sostengono una imponente pietra Ovale3. Anche il grifo riportato in un altro capitello si ritrova spesso in vestigia etrusche come per esempio a Murlo ed è tuttora simbolo di importanti città etrusche come Perugia.

Anche la parte architettonica della Cripta è in linea con le caratteristiche del tempio etrusco4 che, come riporta Vitruvio, era costituito da due parti. Una anteriore era formata da un atrio porticato, aperto su tutti i lati e sostenuto da colonne. La parte posteriore, in muratura, era formata da tre celle separate che ospitavano tre divinità. In genere la cella centrale era più grande e vi risiedeva la divinità più importante. Il tetto era a doppio spiovente, molto ampio e basso.

La "Cripta" di Montovolo conserva intatte le tre celle e potrebbe essere la parte posteriore in muratura del Tempio Etrusco distrutto attorno al 363 DC. Essa è lunga 8,10 m, profonda 2,10 m e alta 2,15 m, ed è formata da tre vani semicircolari separati con muri divisori in conci di arenaria finemente squadrati, con archi e volte impostate su capitelli che mostrano nelle facce i rilievi sopra riportati. La volta dell’abside centrale, più alta delle due laterali, è stata decapitata per poter costruire sopra il pavimento della Chiesa. Il fatto che le due celle laterali siano state più basse della centrale fa prevedere che il tetto di copertura sia stato relativamente basso e a doppio spiovente, appunto come un tempio Etrusco. Quando hanno costruito sopra il primo tempio cristiano penso abbiano recuperato alcuni fregi che si ritrovano visibili all’interno della Chiesa come la crociera sovrastante il presbiterio che presenta il fiore a sei petali inscritto in un cerchio ottenuto con la sovrapposizione di diversi cerchi mettendo in evidenza la sezione aurea. Tale fiore definito anche Fiore della Vita, e credo impropriamente, si ritrova in tutte le antiche civiltà orientali e riscontrabile anche in moltissimi reperti etruschi come nel famoso scudo del guerriero di Vetulonia (visibile nel Museo di Firenze) e visibile pure su diverse steli etrusche nel museo Civico di Bologna ed altri musei etruschi. E’ rimasta totalmente intatta la cella di destra che può essere ammirata nella sua completezza e nelle perfette proporzioni. ( Vedere le altre Foto della Cripta )

Riporto anche una foto della cripta ripresa 2c nel 1925, cioè quando sono state liberate dalle macerie le due celle a nord mentre era già accessibile e visitabile quella a sud (Vedi foto di A. Rubbiani del 1908). Si nota come allora i muri erano quasi totalmente anneriti dal fumo nonostante la pulitura per l‘inaugurazione. Questo annerimento totale, anche delle volte significa probabilmente che il tempio avrà subito un totale incendio, più o meno voluto, che ha lasciato intatto solo la parte muraria del tempio. Si deve ricordare che il tempio etrusco usava per le strutture molto legno. Fino agli anni settanta questa "cripta" è rimasta annerita dal fumo, quindi un restauro l'ha resa facilmente accessibile e visitabile a tutti, quando la chiesa è aperta al pubblico.

La mia deduzione potrebbe essere ora facilmente confutata o avvalorata dagli esperti poiché la costruzione, praticamente intatta, può contenere all’interno o tra i manufatti, ancora non manomessi, residui consistenti di sostanze organiche che possono essere datate con il C14.

Se la mia ipotesi risultasse veritiera questo potrebbe essere un rarissimo e forse unico esempio di tempio Etrusco pervenutoci quasi intatto.

 

L' entrata alla Cripta come è ora . A destra la stessa ripresa nel 1925 da E.Veggetti .
 
 

Capitelli con colombe e gigli (Foto Massimo)
 
 

Capitello con motivo floreale a giglio
 
 

Capitello con grifo

Volta a crociera con fiore a sei petali inscritti nel cerchio

Vedere le altre Foto della Cripta

 Bibliografia

1)S. Calindri . Dizionario corografico , Tomo IV, Bologna 1782.

2a) Oriano Tassinari Clò, Terra e gente di Vimignano , Bologna 1987. e le referenze ivi citate.

b) Arturo Palmieri La montagna bolognese del Medio Evo, Bologna 1929

c) Emilio Veggetti Il Santuario di Montovolo , 1925
 

3) E. Pais , Storia dell’ItaliaAntica, 1925;   Cippo Etrusco di Settimello (visibile ora al Museo di Firenze)

4) http://www.mtmercy.edu/classes/ar213/Etruscan/Web%20Pages/TemplePlan.htm

  Prof. Graziano Baccolini

Dipartimento di Chimica Organica, Università di Bologna

FAX: 051-209-3654 E-mail: baccolin@ms.fci.unibo.it

http://www.fci.unibo.it/~baccolin/.html

June, 28, 2002
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Recentemente RAI-3 (tg-3 Regionale Emilia Romagna del 21ottobre 2003 ore 19,30) ha trasmesso un breve documentario su Montovolo facendo riferimento a questa ricerca , cioè che la Cripta possa essere parte di un tempio Etrusco .

 Per leggere in modo esteso e in ordine cronologico la mia ricerca su Montovolo vedere le precedenti pagine Web:

Montovolo retreat 1 1999 (Montovolo: perhaps an Ancient Oracular Centre) (Italian version,)

Montovolo retreat 2 1999(Remains of an Etruscan Oracular Centre In the Montovolo’s Legends and

Traditions )(Italian version)

Montovolo retreat 3 2000(Montovolo’s Black Madonna and its Presumed Ancient Temple of Isis)(Italian version)

Montovolo retreat 4 2000(Delphi's "Castalian"Spring and Montovolo's "Cantalian" Spring:

Another Strange Coincidence or Another Ancient Correlation ?) (Italian Version)

Montovolo retreat 5 2001(The Two Etruscan Necropolis of Marzabotto and their Sacred Ties with Montovolo) (Italian Version)

Montovolo retreat 62002 (Found an Unequivocal Data Confirming Montovolo was the Sacred Mountain of the Northern Etruscan Dodecapolis (Italian Version)

Montovolo retreat 82003Montovolo : an Etruscan Geodetic Point? italian version )

Per una veloce visione dei dati precedenti vedere il mio Sommario in Italian Version.
Montovolo retreat 8 , 2003 Montovolo : an Etruscan Geodetic Point? ( italian version )

Montovolo retreat 9 2003 The Tomb of the Bulls and its Religious Symbols: The Oval Stone and the Cross (Italian Version)

Montovolo retreat 10 (2004) The Symbolic Meaning of the Egg and of the Oval Stone in the Etruscan Religion (Italian version)

(The tomb of the Leopards,  The Tomb of the Lionesses , The Tomb of the Shields) at Tarquinia

Montovolo retreat 11(2005) An afternoon dedicated to the Art: A Meeting with Antonella Roncarolo, writer and journalist

Montovolo retreat 12 (2005) From Montovolo to the Campidoglio: the Symbolic Meaning of Michelangelo's Oval Design.( Italian version )

Montovolo retreat 13 (2005) From Montovolo to Volterra: found again all together the symbols of the Etruscan Oracular Centers (Italian version)

Montovolo retreat 14 (29 october 2005) (italian version)     A Meeting with Dr Romano Romoli , to find the ancient origin of Words and Symbols. ( photos)  See also Etymologies of Giovanni Semerano

Montovolo Retreat 15  (Maggio 2006 ) - From Australia to Montovolo: to Know the Archaic Etruscan “Navel” and its  Temple of the Lily” (English version)

 

Montovolo Retreat  16   (March 2007) A Recent Study of Genetics supports Anatolian Origin of the Etruscans  (Italian Version)

 

Montovolo Retreat 17  (June 2008 ) Da Montovolo la vera origine dei Merovingi, del Giglio di Francia e quello di Firenze ( Italian version) ( libro “La Montagna Etrusca-Simboli e Misteri” di G. Baccolini)

From Montovolo the origin of Merovingians, the Lily of France ( fleur de lis) and

that of Florence  (English version )

My bookLa Montagna EtruscaSimboli e Misteri(The Etruscan Mountain – Symbols and Mysteries) edited by Edizioni Nuova S1 (Bologna, Italy) is now available in bookstores and online

Montovolo Retreat 18   ( July 2009 )  The Battle around Montovolo in 363 AD: it determined the election of the emperors Valentiniano and Valente  and the origin  and the wealth of the Merovingian dynasty.

(Italian version)

 

 
 

oppure un nuovo completo articolo intitolato Montovolo, Ombelico del Mondo Etrusco ?!(solo in Italian Versionpubblicato recentemente anche su Hera maggio 2003

leggere le mie "Riflessioni sulla Civilta Etrusca" Etruscan Civilisation

 

Recenti scavi sotto la “Cripta” di Montovolo e nuove conferme.  (2012)

 

Prima di tutto voglio precisare, di nuovo, che nell’architettura medievale il termine Cripta (dal greco κρύπτη, kryptē, da cui il latino crypta significato: nascosto)  è totalmente improprio perché presuppone che sia un locale sotterraneo costruito volutamente sotto una chiesa dopo la sua costruzione sovrastante per seppellire importanti personaggi della Chiesa; ma dato che questa di Montovolo ha visibilmente delle finestre, alcune tamponate negli ultimi decenni, non può essere una Cripta nel senso che si da a questo termine.

Nel settembre del 2010, uno scavo archeologico commissionato dal Santuario in previsione del VIII centenario  ha rivelato, subito dopo neppure pochi centimetri di scavo l’esistenza, per tutta la larghezza della cosiddetta cripta, della  roccia su cui si appoggiavano direttamente i muri già totalmente visibili prima dello scavo. (Vedi foto sottostante) 

 

 

Grizzana Morandi - Chiesa di Montovolo-Cripta dopo i recenti scavi- foto di Paolo Barone, Provincia Bologna

 

Per cui non fu trovato nulla, neppure quello che pensavano ci fosse, cioè un pavimento  sotto il preesistente piano di calpestio perché dicevano che una chiesa cristiana del X sec., che loro supponevano fosse e continuano ancora a crederlo nonostante gli scavi non lo abbiano confermato, doveva avere una altezza molto superiore a quella che si misurava nella cripta prima dello scavo. Infatti come ho già riportato  essa è lunga 8,10 m, profonda 2,10 m e alta 2,20 m, ed è formata da tre vani semicircolari separati con muri divisori in conci di arenaria finemente squadrati, con archi e volte impostate su capitelli che abbiamo già mostrato. Si nota che l’arcata sovrastante la cella centrale, più alta, è stata tagliata dal solaio, un tempo in legno, che  sostiene la pavimentazione e l’altare della chiesa sovrastante. Per cui il massimo dell’altezza poteva essere di 3 metri , una altezza molto bassa per una presunta chiesa del X secolo ma questa altezza poteva benissimo essere quella di un tempio etrusco che, come riporta Vetruvio, era basso dovuto spesso a strutture in legno per gli architravi e a volte anche le colonne che venivano utilizzate. Lo scavo era stato commissionato dal Rettore del santuario, come lui stesso mi disse, per datare la “Cripta” ed escludere quindi la mia ipotesi che fosse un tempio etrusco in parte distrutto nel 363 d.C. per ordine di Gioviano imperatore. Ecco perché hanno scavato anche tra le rocce, come si vede dalla foto sotto riportata. Infatti se cercavano solo il pavimento si sarebbero dovuti fermare appena trovata la roccia. Mi avevano anche detto che sarei stato informato per assistere agli scavi e per essere eventualmente testimone di una eventuale scoperta di reperto importante che potesse datare la cripta sovrastante. Ovviamente non sono stato testimone e queste foto le ho reperite dal web. Subito dopo gli scavi non era permesso a nessuno estraneo di accedere alla Cripta. Comunque, come hanno scritto in alcuni testi, non hanno trovato nulla, ne un pavimento sottostante  ne altro piccolo reperto che potesse servire per la datazione. Per cui la mia ipotesi che fosse un antico tempio etrusco ancora utilizzato nel 363 d.C.  rimane valida anche se gli addetti al santuario continuano ad affermare che si tratta di una chiesa cristiana del X secolo e che i capitelli sono “bizantineggianti” e che tutti i simboli scolpiti si ricollegano a Cristo o Gesù in croce e che il grifone, (che continuano a chiamarlo, sbagliando, ippogrifo nonostante io lo abbia fatto notare già da dieci anni in un mio primo articolo sull’ECO di Montovolo)  rappresenta l’immortalità dell’anima. Leggete sotto quanto tuttora espongono nella “cripta”.

 

 

 

Molto spesso trovo ancora personaggi che, dimenticando tutti i dati che finora ho trovato per arrivare a concludere che questa “Cripta” è la parte muraria di un antico tempio etrusco e da ultimo i loro stessi scavi che hanno dimostrato che questa Cripta non fa parte di un tempio cristiano non avendo trovato il suo pavimento, continuano ad affermare che i fregi sono cristiani e che si trovano anche in altri templi cristiani come a Ravenna . Ed io sono sempre costretto a dire che certi simboli come i due colombi si trovavano anche ai tempi degli egiziani e greci, come ho dimostrato, e anche la stessa croce inscritta nel cerchio era un simbolo egizio e pure mesopotamico e il cristianesimo è venuto molti secoli dopo e che ha riutilizzato i simboli di allora. Ma nonostante tutti questi dati continueranno sempre a contrastare in modo violento le mie affermazione anche perché a molti dà fastidio che un laureato in chimica possa aver scritto persino un libro ormai noto in moltissime biblioteche e Università del mondo. (Vedi Montovolo Retreat 17). I loro libercoli dove scrivono queste amenità, sono pubblicati spesso mai da un editore ufficiale ma da una semplice tipografia, per cui sono difficilmente accettati da librerie anche se locali, e quindi a diffusioni limitatissima. Ultimamente in uno di questi  il direttore degli scavi recenti fatti nella Cripta afferma che, per spiegare la mancanza del pavimento della presunta chiesa cristiana, questa Cripta è stata ricostruita dopo sotto la chiesa per lasciare memoria della vecchia chiesa cristiana. Altra arrampicata sugli specchi che dimostra inoltre che non si sono accorti, poverini,  che il muro della chiesa sovrastante nasce, nella parte della cella centrale della Cripta, direttamente sopra al muro stesso della Cripta. Per fare un lavoro simile sarebbe difficile anche farlo con tutti i mezzi  che abbiamo oggi di  fotografare  ogni pietra  ecc e di ricostruire il tutto altrove, figurarsi se era possibile farlo allora . Ma pur di negare le mie ipotesi, per me ormai certe, sono disposti a simili dabbenaggini.

Il tutto si spiega perchè la chiesa vuole nascondere il genocidio che allora, 363 d.C, per gli editti di Gioviano fu compiuto in tutto l’impero e Montovolo è stato teatro di uno di questi massacri. Vedi Montovolo Retreat 18.

 

Lettera a Don Annibale di Agnese Verrucchi nipote dell’ultimo Custode di Montovolo, Don Pedrini

 

Don Annibale Sandri è stato fin da giovanissimo il Rettore del Santuario di Montovolo, dal 1943 fino al 2001,  ed è stato un prete meraviglioso che ha dedicato tutti gli ultimi sessanta anni della sua vita a salvaguardare quel luogo sacro  facendo persino il manovale dei muratori che lavoravano per il Santuario ed è anche stato il promotore principale per la realizzazione della strada carrabile che alla fine degli anni cinquanta ha sostituito la vecchia strada lastricata, forse di epoca romana, che da Campolo arriva fino alla cima di Montovolo. Io  ho conosciuto benissimo Don Annibale perché sono stato da ragazzino il suo aiutante in sacrestia dato che il mio nonno era il suo sacrestano volontario. Quando iniziai le mie ricerche nel 1999 sulle origini etrusche del Santuario di Montovolo lui mi incoraggiò a continuare dicendomi semplicemente : “Graziano continua le tue ricerche, qui c’è molto da scoprire” . Capii che Lui sapeva moltissimo su queste origini ma che come Rettore  non poteva svelare. Forse ricordava anche la lettera che vi voglio presentare e  che ora è stata resa pubblica essendo pubblicata su un libro locale. Quando negli ultimi anni lo andavo a trovare  nel centro anziani di Camugnano mi chiedeva delle mie ricerche e fu felice di vedere in televisione, nel novembre del 2003,  la trasmissione Sereno variabile dove Osvaldo Bevilacqua mi intervistava, davanti al portale del Santuario di Montovolo, riguardo le origini etrusche di quel luogo. Dopo pochi mesi morì, ed i suoi cospicui risparmi furono tutti devoluti alla sua Parrocchia e al Santuario di Montovolo.

Don Vito Pedrini è stato l’ultimo  Custode di Montovolo dal 1913 fino al 1929. Per Custode si intende un prete che  ha vissuto per tutto l’anno , anche in inverno, nella piccola canonica accanto alla chiesa e che viveva esclusivamente delle offerte  dei fedeli ed in questo caso anche facendo piccoli lavori di falegnameria. Fu nel 1925 che si scoprì la Cripta perché crollò il pavimento che sosteneva l’altare, dovuto al fatto che i tetti della chiesa erano molto malmessi e quindi pioveva persino sopra l’altare. Riporto ora un brano della lettera che la nipote di Don Pedrini scrisse nel 1977 a Don Annibale Sandri che le aveva chiesto delle foto dello zio e notizie riguardo il periodo in cui lei e sua sorella erano  rimaste per quasi due anni a Montovolo. Era proprio l’anno in cui si scoprì la cripta per il crollo del pavimento. La Lettera tra altre cose dice:

 

 (…)Poi scoprirono (1925)sotto la chiesa  la cripta e vi trovarono un altare  con sopra delle divinità ed uno scheletro di un uomo di oltre due metri ed una testa fuori del normale tanto era grossa con tutti i denti bianchissimi quella la ricordo bene perché la notte non dormivo dalla paura. Credo che le cose più importanti siano state portate al museo di Bologna. (…)

   Da Montovolo Monte Sacro di Ottorino Gentilini , 2011.

Da questa lettera di una testimone della scoperta della Cripta si notano immediatamente che furono  trovate delle divinità ed un altare che mai sono state più viste e neppure menzionate in nessun testo, tutti pubblicati dal Santuario. Queste parole le dice una nipote di un prete che certamente, avendo oltretutto almeno una ventina di anni, conosceva benissimo le immagini di santi, di Cristo o della Madonna. Invece le chiama giustamente divinità intendendo con queste dire che erano pagane e poste su un altare anch’esso certamente pagano. Inoltre dice che probabilmente le cose più importanti saranno state portate al museo di Bologna. Queste parole confermano ulteriormente che le divinità non dovevano essere cristiane perché altrimenti non si portano al Museo ma anzi si sarebbero messe in evidenza in chiesa per ricevere abbondanti offerte dai fedeli. Non avrebbero mai perso una simile occasione. Altra cosa strana è che di questi reperti, così interessanti,non c’è traccia al Museo Civico di Bologna ne credo in altri. Farò ulteriori ricerche anche sui giornali locali del 1925. Credo comunque che non troverò nulla , visto con quale zelo la chiesa cerca di occultare le prove e addirittura negare le evidenze e definire che tutti i simboli della Cripta sono cristiani. Mi meraviglio che ancora non dicano che il giglio rappresentato sui capitelli e pure sul lunotto non sia simbolo della verginità della Madonna come hanno detto per il giglio di Francia e per quello di Firenze nati per devozione alla Madonna. Ovviamente è tutta una bufala anche questa come ho dimostrato ampiamente nel mio libro La montagna etrusca.

Rimane da capire di chi fosse lo scheletro alto più di 2 metri che si trovava assieme ad altri nella Cripta e che confermerebbe il continuo ritrovamento di ossa umane con enormi tibie vicino al Santuario ma anche recentemente vicino al Rio Pentito, al Poggio, alle pendici di Montovolo. Come ho riportato nel mio libro la Coorte dei Sicambri, appartenente alla legione romana chiamata  Seconda Scola Palatina, assaltarono il Tempio dei gigli a Montovolo nel 363d.C. lo depredarono di tutti i tesori che nascondeva e lo incendiarono. I resti in muratura , secondo la mia ipotesi,  dovrebbe essere la Cripta. Probabilmente subito dopo i resti del tempio diventarono la tomba dei capi dei Sicambri che erano notoriamente di enorme statura, anche di oltre i due metri, e per questo , come dicono i testi , incutevano paura solo vederli. Quindi tutto quanto riferito in queste poche righe di questa lettera è in accordo con quanto da me affermato nel mio libro e su queste pagine web.

 

Vedere la nuova pagina La Cripta di Montovolo ed il Tempio etrusco, (2013)  con conferme sul tempietto oracolare di Montovolo inciso su urna di Volterra.

 

 Prof. Graziano Baccolini   Dicembre 2012

Dipartimento di Chimica Industriale, Università di Bologna

FAX: 051-209-3654 E-mail: graziano.baccolini@ unibo.it

 

Index Montovolo Retreats

 Presentazione del nuovo libro:

I Misteri di Montovolo, Centro Oracolare Etrusco

I suoi Legami con la Rocchetta Mattei e con la Sorgente della Giovinezza

Autore

Prof. Graziano Baccolini

Introduce

Prof. ssa Carla Boga

(Università di Bologna)

A Palazzo Re Enzo

Salone del Podestà – Bologna

“Regali a Palazzo” Ingresso gratuito

Venerdì 8 Dicembre 2017

Ore 18