Montovolo Retreat 15

Dall’Australia a Montovolo : per conoscere l’Ombelico Etrusco e il suo Tempio del "Giglio"

 (English version)

Nel novembre del 2005, la dottoressa Sally Colin-James, dottoranda (PhD) presso la Deakin University, Melbourne, Australia mi scrisse chiedendomi se potevo aiutarla a condurre una ricerca sulla cultura Etrusca e per avere informazioni sul vaso Etrusco di Tragliatella. Le feci notare che non ero un accademico in Etruscologia ma solo un professore di Chimica che nel percorso finale della sua carriera voleva cimentarsi con le ricerche storiche. Mi rispose che sapeva benissimo che ero un professore di chimica ma che avendo letto alcuni dei miei articoli aveva trovato nella mia ricerca un netto cambiamento di rotta rispetto alla ricerca ufficiale accademica . E questo cambiamento l’aveva colpita . Mi disse inoltre in quella occasione che la sua tesi di dottorato aveva tra i diversi obbiettivi anche quello di ripercorrere la mia ricerca sugli etruschi che era partita da Montovolo per giungere ad individuare alcuni simboli della religione etrusca come l’uovo e la croce , finora trascurati , volutamente od inconsciamente. Avevo ricevuto già molte lettere da studiosi stranieri, soprattutto giovani, ma anche alcuni studenti laureandi italiani , che mi ringraziavano soprattutto per aver reso disponibile la mia ricerca pubblicandola su internet. Ma la richiesta di Sally era entusiasmante perchè mi spingeva ad impegnare maggiormente in questo campo che finora era solo spinto da domande che nascevano dentro di me durante il percorso della mia ricerca. Ora potevo avere una persona competente nel campo che mi avrebbe fatto molte domande anche le più imprevedibili e con le quali misurarmi.

Nacque così questa bellissima collaborazione. Ogni due o tre giorni Sally mi faceva, tramite E-mail, domande a volte strane a cui non avevo mai pensato ! Come questa: quale significato poteva avere la figura del delfino che tanto affascinava gli Etruschi e che lo rappresentavano negli affreschi tombali come pure nei loro vasi? Tante altre domande come questa mi impegnavano alla sera ad osservare foto riprodotte sui testi e meditare una sensata risposta. Così sono passati circa cinque mesi di intenso scambio di idee che mi ha fatto crescere e vedere anche con gli occhi di Sally il mondo affascinante dei nostri avi, gli Etruschi. Poi è arrivato Maggio e Sally è giunta in Italia per visitare i più famosi musei, alcune necropoli etrusche e per vedere il famoso vaso di Tagliatella, conservato ai Musei Capitolini. Come concordato da mesi è arrivata anche a Bologna ed io e mia figlia  siamo andati a prenderla in stazione. Siamo subito partiti per la necropoli Etrusca di Marzabotto dove Sally ha potuto vedere di persona le varie tombe con sopra le pietre ovali e la suggestiva Acropoli con i resti dei suoi templi. Quindi il Museo Aria dove Sally è stata attratta dalla magnifica pietra ovale, detta a cipolla, sulla quale sono incise interessanti iconografie tra cui una figura stilizzata di "giglio" che può ricollegarsi al "giglio" della lunetta di Montovolo . Il giorno dopo siamo andati sulla cima di Montovolo , e Sally felicissima , ha finalmente potuto ammirare la ormai famosa lunetta del Santuario con i suoi simboli incisi: le due colombe , la croce inscritta nel cerchio, ed ai lati i due fiori stilizzati che sembrano gigli.

Come ho spiegato nei miei articoli questi simboli presi nel loro insieme indicano un "centro oracolare" e la croce inscritta in un cerchio indica che il centro è il più importante, appunto un ombelico , come Delfi o Delo lo erano stati per i Greci, così Montovolo lo è stato per gli Etruschi nel VI-V sec AC. Sally ha ammirato moltissimo i fregi della Cripta di Montovolo , dove ha ritrovato i simboli dei colombi e dei gigli contenuti sul lunotto e per i quali io ho presunto che la Cripta è parte di un tempio etrusco che esisteva fino al 363 D.C. e che ho chiamato Tempio del Giglio. Nei giorni in cui la dottoressa Sally è rimasta a Montovolo sono stato letteralmente bombardato da ore di domande su ogni aspetto della mia ricerca e soprattutto su particolari della probabile battaglia per la conquista del Tempio che si è svolta attorno al monte nel IV sec D.C. Negli occhi di Sally capivo che era inconsapevolmente cosciente che questo evento tragico, finora sconosciuto e neppure mai ipotizzato, avrebbe avuto una notevole importanza sia per la storia dei secoli successivi sia anche per i suoi studi. Ma non ho potuto, o voluto, dirle nulla di preciso ma solo delle vaghe ipotesi, perchè ancora i dati raccolti non sono stati del tutto… decifrati.

Sally con il suo immenso entusiasmo e la sua allegria ha conquistato tutti noi, e tutti aspettiamo che un giorno ritorni e possa rimanere a Montovolo per molto più tempo, per apprendere altri misteri svelati che si nascondevano su questo monte e per diffonderli fino in Australia e in tutto il mondo con i suoi prossimi libri.

Sally e mia figlia a Marzabotto

Sally ed io a Montovolo

Sally ed io agli Sterpi

 

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Luglio 2006

 Prof. Graziano Baccolini,

Università di Bologna, Dipartimento di Chimica Organica

E-mail: baccolin@ms.fci.unibo.it