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Chi siamo

Presentazione e cenni storici.

La Facoltà, unica in Italia, sorge sui primi pendii delle colline bolognesi, a pochi passi dal centro storico. Ha recentemente festeggiato il 60° anniversario della sua fondazione e fu costituita allo scopo di creare una figura professionale flessibile, intermedia tra l'ingegnere chimico ed il chimico. La Facoltà forma circa un quarto dei Laureati italiani in Chimica Industriale. Il rapporto ottimale tra docenti e studenti, i servizi disponibili (laboratori di didattica e di ricerca, biblioteche, sale computer, sala multimediale per l'apprendimento linguistico) assicurano la preparazione pratica indispensabile nel mondo del lavoro. Università di Bologna.
L'ultimo anno dei corsi di Laurea specialistici è dedicato anche allo svolgimento di una Tesi di Laurea sperimentale nei Laboratori di ricerca dei Dipartimenti della Facoltà. Qui lo studente collabora con i docenti su argomenti di ricerca originali ed ha a disposizione le attrezzature scientifiche più sofisticate e moderne. Gli studi prodotti (circa 200 ogni anno) sono pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali.

Cenni storici

La Facoltà di Chimica Industriale dell'Università degli Studi di Bologna fu inaugurata il 14 Gennaio 1922 con il nome di "R. Scuola Superiore di Chimica Industriale" . Questa Scuola fu patrocinata da un comitato promotore costituitosi nel 1916, su proposta del prof. ing. Attilio Muggia, presidente della Società degli Ingegneri.

L'esigenza di istituire la Scuola di Chimica Industriale fu fortemente sentita per emancipare l'Italia dalla condizione di forte dipendenza dall'estero, in fatto di prodotti industriali, nonché per favorire lo sviluppo di un'industria chimica italiana capace di sopperire al fabbisogno nazionale e competitiva in campo internazionale. La situazione di inferiorità in cui versava l'industria chimica italiana, rispetto a quella straniera e in particolare a quella tedesca, si rese palese al momento dello scoppio della prima guerra mondiale, quando furono interrotte numerose importazioni relative a prodotti di vari tipi di industrie: vetrarie, farmaceutiche, dei coloranti, metallurgiche, dei cementi, dei concimi, della carta, agricole, enologiche, industrie esistenti anche in Italia, ma sviluppate in modo insufficiente rispetto alle loro potenzialità.

Ci si augurava, pertanto, che dalla Scuola Superiore di Chimica Industriale uscisse una schiera di chimici esperti e in grado di svolgere attività pratica nelle industrie. Era sempre mancata infatti una stretta collaborazione tra scienza e industria. Particolare importanza fu data all'attività di laboratorio e alla possibilità di mantenere contatti tra scuola e industrie, in modo che queste ultime godessero di un ricambio continuo di tecnici sempre più specializzati. Un particolare campo di ricerca, in diretta concorrenza con la Germania, fu quello relativo alla tecnica dei fermenti, della quale si istituì uno speciale insegnamento.

La scelta di Bologna come sede della Scuola Superiore di Chimica Industriale fu determinata dal fatto che la città si trovava al centro dell'Emilia, dove i bisogni di sviluppo scientifico applicato all'industria e all'agricoltura erano maggiori e il contesto accademico sembrava promettere buoni risultati.

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